Rivoluzione arancione: storia di una speranza tradita

L’editoriale di Tonino Scala

Bernardino Tuccillo descrive  il sogno di una rivoluzione e il suo fallimento.

di Tonino Scala

Disillusione, amarezza, sogno svanito. Si può così sintetizzare il bel libro di Bernardino Tuccillo, già assessore del comune di Napoli, “Il sindaco con la bandana. De Magistris e la rivoluzione fallita” edito dalla coraggiosa casa editrice Cento Autori nella collana “Fatti & misfatti” diretta da Nico Pirozzi.

Dopo il Casalese, Malapolitica, Lega spa continua il percorso di una casa editrice indipendente con un libro, oserei dire inchiesta, su un sogno svanito.

In 156 pagine Bernardino Tuccillo riesce a descrivere con una maestria e una passione da fare invidia, il sogno di una rivoluzione e il suo fallimento. Pagine ricche di tormento e disillusione benscritte, con la giusta amarezza, ma con quell’ironia che ti fa arrivare alla fine del testo in poche ore.

Pagine tristi che ti portano nel ventre di una gestione che ha spezzato un sogno: quello di cambiare Napoli. L’autore ci descrive in modo dettagliato e amaro un ciclo. Amare è ‘o bene si sa, l’amarezza contraddistingue chi ha intrapreso una strada trovandosi in un precipizio.

Bernardino parla di esperienza fallita, solo l’istinto di sopravvivenza tiene ancora in piedi la maggioranza, un libro che racconta i due anni a San Giacomo tra speranze e delusioni, più le seconde che le prime che hanno trasformato quel motto “Hammescassato” in “ci siamo scassati”.

Luigi-De-Magistris

Sino a dicembre 2012, quando erano ancora in carica gli assessori della prima ora, il consenso per De Magistris era oltre il 60 per cento sostiene l’autore. Poi inizia a scendere inesorabilmente cosìcome le aspettative di chi l’ha sostenuto. Bernardino, l’ex assessore, definisce il sindaco con la bandana una sorta di dottor Jekyll e mr Hyde, un sindaco double face: uomo delle istituzioni, in senso classico, di giorno e sessantottino a Woodstock di notte su Twitter.

Un libro dove lo stesso Tuccillo accusa si, ma fa anche autocritica “Avrei dovuto essere più chiaro”. Secondo l’ex assessore ha vinto il populismo negli ultimi mesi. Il sindaco ha scelto una linea demagogica: non si manda via Insurgenzia, i custodi delle scuole continuano a stare nelle case anche dopo che sono andati in pensione e si chiudono gli occhi sull’ex Asilo Filangieri.

Quando una storia d’amore finisce e la delusione è cocente c’ è sempre da recriminare qualcosa. Sono state tradite le aspettative iniziali sulla democrazia partecipata, la legalità e la trasparenza tutti i cavalli di battaglia della campagna elettorale di DeMagistris. Una involuzione più che una rivoluzione per l’autore.

Tuccillo da assessore non ha condiviso molte cose, tra queste la sanatoria per le case popolari, i provvedimenti sulla dismissione del patrimonio immobiliare del Comune: i contenziosi e le vendite sono fermi al 2012. Un bagno di sangue per le casse del Comune per l’ex assessore scrittore ma anche per la Corte dei Conti che è dovuta intervenire. Per Bernardino è mancato il coraggio di mandare un decreto ingiuntivo a De Laurentis. Insomma, una giunta che ha pagato il prezzo del noviziato, non c’erano politici di professione, poi la svolta e i partiti in consiglio comunale si sono sbriciolati diventando 14. Con il passare dei giorni si legge nel libro,  è passata la logica dell’orticello, propria della vecchia politica.

Un libro, in conclusione, che propone che si prefigge di aprire un dibattito per comprendere gli errori, per capire cosa non ha funzionato, ma soprattutto per evitare ulteriori disastri.

 

22 febbraio 2014