E poi, un giorno, ritrovano il tesoro del Fuhrer

di Diego De Vellis

Se distruggi la cultura di una intera generazione di un popolo è come se non fosse mai esistito, è quello che vuole Hitler ed è quello che noi non possiamo permettere”, queste le parole pronunciate da George Clooney nel suo nuovissimo film “The Monuments Men”, destinate a diventare celebri.

La pellicola racconta le vicende di una squadra di otto uomini, esperti, critici e direttori di musei  che in una ambientazione alla “Bastardi Senza Gloria”, cercheranno di riprendersi le opere d’arte trafugate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il film, che sarà distribuito in Italia dalla Fox il prossimo anno, è preceduto in questi giorni dalla notizia del sorprendente ritrovamento di quelle stesse opere, che proprio i Monuments Men di Clooney proveranno a mettere in salvo al cinema nei prossimi mesi.

La notizia, che sembra quasi una trovata pubblicitaria, è stata resa nota poche ore fa dal settimanale tedesco Focus: il fantomatico tesoro del Fuhrer, circa 1500 opere d’arte, è stato ritrovato a Schwabing, un quartiere di Monaco.  Oltre un miliardo di euro, questo il valore stimato per l’inaspettato ritrovamento, ad opera della dogana bavarese. Insomma davvero un bel colpo. Senza contare che il tutto è nato da un controllo di routine.

Procediamo con ordine, è il settembre del 2010 su un treno proveniente dalla Svizzera viaggia un signore di circa ottanta anni tale Cornelius Gurlitt. Una persona dall’aspetto comune, questo dovette pensare l’addetto alla dogana bavarese, mentre si accingeva ad effettuare un semplice controllo, immaginiamo invece quanto potesse risultare strano, pochi secondi dopo, ritrovare in possesso di quell’anziano tedesco una busta con all’interno nove mila euro.

Il fatto sembrò ancora più singolare quando si scoprì che Cornelius non aveva mai lavorato nella sua vita, né percepiva alcun reddito. Questo insieme di indizi indusse a chi di dovere ad andare a fondo a questo singolare caso.

In seguito si scoprì che il tedesco figlio di Hildebrand Gurlitt, un mercante d’arte, abitava a Monaco in un vecchio appartamento di proprietà di una ricca famiglia tedesca, così, ottenuto il mandato di perquisizione nell’aprile del 2011, gli ispettori rinvennero dietro un muro oltre 300 tele ed altre opere d’arte. Capolavori di alcuni dei maestri della pittura del XIX e del XX secolo quali Matisse, Picasso, Chagall: il cosiddetto tesoro del Fuhrer, arte considerata degenerata dal Terzo Reich, ad oggi salva grazie ad un comunissimo controllo ordinario.

4 novembre 2013

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