Riforma Giustizia: Csm indicherà la priorità dell’ azione penale

 Il Csm indicherà alle Procure a quali reati dare la precedenza. Lo prevede la bozza sul processo penale contenuta nella riforma della giustizia.

Si susseguono le novità sul tema della riforma della giustizia. Il Ministro della Giustizia Bonafede apre le porte ad una svolta importante nell ‘intricato puzzle della giustizia italiana.

Tra le novità, spicca quella per cui  il Csm dovrà indicare alle procure i criteri in base ai quali definire le priorità dell’ azione penale ossia a quali reati dare la precedenza.

In particolare verranno selezionate le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre sulla base di criteri di priorità trasparenti e predeterminati indicati nei progetti organizzativi delle procure della Repubblica e redatti periodicamente dai dirigenti degli uffici, sulla base dei principi dalle delibere del Consiglio Superiore della Magistratura.

Tra le novità anche l’ ipotesi di intervenire sul sistema elettorale con il sorteggio, tanto dibattuta nei giorni scorsi.  Sul punto  l’ Unione delle Camere penali ha dichiarato:  “E’ del tutto inaccettabile voler rimettere al Consiglio Superiore della Magistratura in via originaria l’ individuazione dei criteri per la selezione delle notizie di reato. Si tratta di un intervento non compatibile con l’attuale disciplina contenuta nelle norme di attuazione del codice di procedura”.

Sulla stessa lunghezza d’ onda anche l’Associazione nazionale magistrati in cui in una nota ha dichiarato che tale riforma “rischia di vanificare il contrasto non solo alla criminalità organizzata ed al terrorismo ma anche alla criminalità economico-finanziaria e in materia di pubblica amministrazione“.

In ultimo, tra le tante novità, la bozza di riforma prevede che se entro 3 mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini preliminari (che diventano 5 o 15 per i reati più gravi) il pm non ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini o non ha richiesto l’archiviazione, scatta  l’obbligo per il pubblico ministero di notificare senza ritardo all’ indagato e alla persona offesa dal reato l’avviso del deposito della documentazione relativa alle indagini espletate , informandoli della facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. La notifica di questo avviso potrà essere ritardata per un limitato periodo di tempo e con provvedimento motivato per i reati più gravi, come mafia e terrorismo. La violazione di queste norme costituirà un illecito disciplinare, quando il fatto è dovuto a dolo o negligenza inescusabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *