Galleria Umberto, parte la campagna crowdfunding di donazioni "Servono 250mila euro"

Restauro Galleria Umberto, parte la campagna crowdfunding di donazioni: “Servono 250mila euro”

Presso l’Unione Industriali di Napoli, presentata la campagna per la riqualificazione della Galleria Umberto. Ecco come fare per contribuire

Con lo slogan “I Giganti di pietra della Galleria Umberto I. Diventa protagonista della loro rinascita” è stata presentata oggi, presso la sede dell’Unione Industriali di Napoli, sala “Cenzato”, la campagna per una vera e propria adozione della facciata principale della Galleria Umberto I di Napoli, quella che insiste lungo la strada San Carlo, dove svetta il teatro più antico d’Europa.

 

Il crowdfunding come strada alternativa per la riqualificazione della Galleria Umberto

Grazie, quindi, al ‘crowdfunding’, sopperire a ciò che da troppo tempo si aspetta. Ovvero a una riqualificazione e rivalorizzazione della Galleria. Oltre all’Unione Industriali, sono scesi in campo anche il Fai con Maria Rosaria De Vitiiis, l’Assorestauro, l’Associazione Dimore storiche d’Italia ed è stata chiesta la partecipazione di Regione e Comune. Raffaele Archivolti, amministratore della società Graphite specializzata in restauro è stato molto chiaro. “Servono 250mila euro. Dobbiamo creare un circolo virtuoso di donazioni, tracciabili e provviste di ricevuta. Chiunque potrà contribuire e speriamo. in 18 mesi. di restituire queste opere d’arte di estremo valore alla cittadinanza. Il condominio, che ci ha commissionato questa operazione per le statue, mette dei capitali propri superiori al milione di euro per parte muraria, cornicioni e degrado generale”.

 

Sarà possibile seguire gli aggiornamenti sulle donazioni per la Galleria Umberto in tempo reale su internet

Come già anticipato ieri, per verificare gli aggiornamenti, sarà possibile consultare la pagina www.derev.com/galleriaumberto e la pagina facebook I giganti della pietra della Galleria Umberto I. “Immagino che arriverà un contributo da qualche iscritto all’associazione. Si tratta di logiche politiche e aziendali che possono essere giustificate da un ritorno di immagine”, ha confermato Raffaele Tralice, consigliere del Direttivo Giovani imprenditori di Napoli.