Ravello: nuove scoperte archeologiche con i restauri di Villa Rufolo

Nuove scoperte archeologiche durante i restauri di Villa Rufolo a Ravello.

Nuove scoperte a Villa Rufolo a Ravello durante i restauri della Torre Maggiore

Rallegramenti per Ravello e per tutta la comunità scientifica e degli appassionati di arte e cultura del nostro Paese. Promettenti e nuove scoperte archeologiche sono avvenute durante i restauri in atto di Villa Rufolo, in particolare da qualche mese concentrate nell’area della Torre Maggiore del Complesso monumentale. Due nuovi ambienti sotterranei con volte a tutto sesto sono stati rinvenuti al di sotto del piano terra della Torre Maggiore, alle spalle del chiostro.

Quelli che erano rifiuti dopo più di 800 anni potrebbe essere oro archeologico

I sotterranei scoperti dovrebbero far parte delle fondamenta della Torre Maggiore, ma la curiosità è che esse sono riempite totalmente di materiali di risulta che, dopo secoli, è ormai oro archeologico e un vero e proprio archivio di informazioni sulle società di cui erano rifiuti.

Le dichiarazioni della Fondazione Ravello

Il segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano, ha dichiarato che «nel corso dei lavori di rifacimento di un pavimento della base della Torre, sono venuti fuori oltre ad alcuni reperti che abbiamo ovviamente recuperato, due ambienti voltati che stiamo procedendo a svuotare per poter studiare il manufatto e capire di cosa si tratta. Se si trattasse dell’impianto originario sul quale è sorta Villa Rufolo, sarebbe davvero una scoperta molto importante».

I lavori di restauro non saranno interrotti

«Appena fatta la scoperta, con un primo sopralluogo abbiamo definito il percorso da intraprendere per non compromettere i manufatti rinvenuti e per non rallentare il cantiere. Tutto questo è possibile grazie alla struttura organizzativa della Fondazione e alla sua caratteristica di soggetto agile e snello. In altri contesti di fronte ad una scoperta come questa ci si sarebbe posto l’amletico dubbio: blocchiamo tutto e mettiamo a rischio i lavori futuri? O ricopriamo tutto e facciamo finta di nulla? Nulla di tutto questo: i progetti in corso non subiranno nessun rallentamento, il manufatto rinvenuto sarà verificato e studiato in ogni dettaglio».

In altre parole i lavori di restauro per il recupero urgente della Torre Maggiore non saranno interrotti per un ulteriore recupero e restauro fuori programma. Entrambe le possibilità non si escludono a vicenda, anzi, si integrano in un percorso tecnico e di conoscenza che raddoppiano l’importanza degli attuali interventi.

Il perché dell’importanza storica dei Rufolo di Ravello per l’Europa e il Meridione

Per chi non lo sapesse i Rufolo vantano una storia di XXII secoli. La loro ascesa politica ed economica medievale risale al XII secolo, periodo in cui rappresentava un casato di media grandezza e importanza che vantava possedimenti nell’area settentrionale di Ravello. A partire dal matrimonio tra Nicola Rufolo e Sigilgaida della Marra, una delle donne più ricche e potenti del Meridione, la famiglia Rufolo incominciò a vantare relazioni considerevoli con la Corte del Regno di Federico II Hohenstaufen (che per la cronaca ricopriva il titolo di Re di Sicilia, di Germania, di Gerusalemme, Duca di Svevia e Imperatore del Sacro Romano Impero), essendo Sigilgaida sorella di Angelo I, il tesoriere e il maestro razionale del discendente dei normanni Altavilla. A partire dal XIII secolo Nicola Rufolo ridisegnò architettonicamente Ravello, donando una impronta islamico normanna a Villa Rufolo, e Giovinazzo in Puglia, dove costruì un’enorme masseria fortificata nella quale si produceva l’olio estratto dai raccolti di Giovinazzo, Bitonto e Molfetta.

L’ascesa dei Rufolo con gli Angioini

Durante il declino della casata normanna per opera di Ruggiero Il normanno, Nicola Rufolo, grazie anche alla vicinanza del nipote di Sigilgaida (Giozzolino della Marra) e successore di Angelo I, sposto gli interessi di famiglia dai commerci alla gestione economica del Regno di Napoli e di Sicilia. Quest’ultimo ministero sopravvisse, addirittura, alla Battaglia di Benevento del 1266 e la conquista Angioina. Cambiando araldo i Rufolo e i Della Marra ricoprirono le più importanti cariche del Regno angioino e nella persona di matteo, figlio di Nicola, i Rufolo divennero banchieri della corona.

Da banchieri della corona a sventurati e traditori

Dopo la guerra del Vespro (1282) la corona angioina era in profonda crisi economica e pensò di risolverla accusando di alto tradimento i banchieri e i ministri della corona e impossessandosi con la confisca, dunque, le loro proprietà e ricchezze. Con l’editto del 22 giugno 1283 il principe Carlo II, con le accuse di tradimento, concussione, appropriazione indebita, immoralità, speculazione, arrestò Matteo Rufolo, la condanna a morte dei figli di Giozzolino, Angelo e Galgano, il primogenito di Matteo, Lorenzo Rufolo, la tortura delle donne e dei bambini delle famiglie La Marra e Rufolo, la confisca in tutto il Regno degli immobili, dei beni mobili, delle navi da guerra, delle armi, dei cavalli.
Il declino di Ravello seguì il declino dei Rufolo, i quali sotto la guida di un Matteo oltremodo provato, scarcerato solo dopo una esorbitante cauzione, non riuscì a capovolgere le sorti impostegli da Carlo II d’Angio, dal Papa e dai nobili del casato antagonista dei Frezza.

Dopo più di settecento anni Ravello sta ritornando al suo antico splendore, con i Rufolo e tutto il resto.