Racket: quando l’estorsione arriva dal carcere. Commercianti del Vomero taglieggiati da detenuto al regime 41bis

Estorsioni dal carcere: così Antonio Caiazzo gestiva gli affari del clan

di Redazione

Vomero – Una serie di denunce, effettuate tra il 2011 e il 2012, da alcuni imprenditori del Vomero ha permesso di scoprire un giro di estorsioni organizzato dal carcere. Il boss Antonio Caiazzo, attraverso la figlia Maria Giovanna, continuava, infatti, a gestire gli affari del clan, nonostante la detenzione al regime 41 bis.

Non è bastato il carcere duro a fermare la cosca, il cui comando è passato dal padre alla figlia: mente e braccio del clan – scoperti grazie alle intercettazioni ambientali dei colloqui in carcere – incassavano il denaro delle estorsioni con cui taglieggiavano imprenditori e commercianti del quartiere collinare di Napoli.

Nove ordinanze di custodia cautelare, con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, sono state emesse questa mattina nell’ambito dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile: quattro membri del clan già in carcere sono stati coinvolti nell’inchiesta – Amodio Ambrosio, Ciro Cosentino, Gennaro Russo e Giancarlo Menna – mentre il boss è stato raggiunto da un’ordinanza restrittiva. Agli arresti anche la figlia Maria Giovanna, Beniamino Catuogno, Salvatore D’Antonio ed Elia Vernaglione.

13 novembre 2013

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