I quadri di Claudio Rinaldi in mostra a Procida

Il ricavato della vendita delle opere sarà interamente devoluto a sostegno delle numerose iniziative dell’organizzazione no-profit “La Città Adattabile”.

di Marina Topa.

Claudio Rinaldi è un ragazzo napoletano di vent’anni con disturbi dello spettro autistico che ha trovato nella pittura il canale giusto per esprimere e condividere le sue emozioni.

Le sue tele hanno trovato gradita ospitalità nella Galleria del Mare a Procida, in via Roma 1, dove saranno esposte per tutto il mese di agosto 2020. Per chi si troverà sulla splendida isola sarebbe un peccato perdere l’occasione di ammirarle anche perché al di là del valore artistico offrono l’opportunità di avvicinarsi ad un mondo, quello dell’autismo, ancora poco conosciuto sotto tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli che riguardano le potenzialità delle persone che ne sono protagoniste.

Il ricavato della vendita delle opere di Claudio sarà interamente devoluto a sostegno delle numerose iniziative dell’organizzazione no-profit “La Città Adattabile” che, per chi volesse conoscere meglio, è visitabile su Facebook.

Va detto, però, che quella di Procida non è la mostra-esordio di Claudio Rinaldi, anche se è la prima in trasferta e vediamo perché: durante gli anni di frequenza del liceo “Elio Vittorini”, il giovane artista ebbe l’opportunità di partecipare ad un laboratorio artistico lì organizzato durante il quale la sua insegnante di sostegno, nonché critica d’arte Manuela Torre, si rese conto del suo talento. Tutti gli elaborati del corso diedero vita da un’ esposizione permanente nei locali del liceo, intitolata “Il nostro mondo a colori” ma la cosa non si concluse qui! Infatti il 2 aprile 2019, in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, le tele di Claudio, che sono caratterizzate da giochi di colori con tecniche da pittori esperti secondo quanto affermato dalla suddetta critica, furono esposte al Pan! Inizialmente la mostra, intitolata “Ehi, tutto bene?” prendendo spunto da una frase ricorrente dello stesso Claudio, fu allestita per durare 3 giorni ma, grazie al successo incontrato ed al sostegno delle istituzioni locali si protrasse più a lungo.

La realizzazione di questa mostra ha rappresentato un traguardo importante per l’intera comunità de “La Città Adattabile” che a Napoli è ormai un riferimento molto importante per tutte le persone autistiche e tutti coloro che vivono con e per loro. Come dichiarato dalla dottoressa Luisa Russo, direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Neuropsichiatria Infantile di Napoli, “il percorso fatto insieme da tutte le persone coinvolte nelle attività dell’associazione è partito dalla diagnosi per andare oltre la diagnosi e divenire un percorso di crescita umana individuale che, gradualmente, sta diventando anche sociale.”

Tutti impegnati, dunque, per creare una serie di ateliers artistici nei quali i ragazzi possano trovare l’opportunità di esprimersi secondo le proprie inclinazioni, tutti insieme indipendentemente dal personale modo di essere. Questo è il sogno di Cristina Gargiulo, mamma di Claudio e presidente de “La Città Adattabile”, e di tutti gli altri genitori e cooperatori dell’associazione infatti la mostra fu replicata lo scorso settembre anche nei locali dell’Arciconfraternita Santa Maria del Soccorso all’Arenella, un vero scrigno d’arte, dove Monsignor Aldo Scatola, nel presentarla, sottolineò l’importanza della solidarietà umana e cosa significa renderla concreta attraverso il volontariato che ha permesso una serie di percorsi individuali di autonomia rispetto alla famiglia da parte di alcuni ragazzi autistici ma anche di crescita umana per i volontari.

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