Protezione civile: ecco il nuovo piano vesuviano di evacuazione

Ecco le nuovi disposizioni della Protezione civile per l’aggiornamento dei piani di emergenza per i comuni vesuviani nel caso dell’eruzione vulcanica.

Nella prima serata di ieri dagli uffici dell’Assessorato alla Protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza, dopo i proclami della Presidenza della Regione Campania e, ancora prima, gli accesi dibattiti tra autorità, comunità scientifica e opinione pubblica, è stato diffuso un comunicato ufficiale per tutti quei comuni dell’area vesuviana interessati, nella zona rossa e ai margini di questa, dal rischio di essere coinvolti in una eruzione vulcanica del Vesuvio. In esso si fa presente delle nuove in materia di rischio vulcanico e le operazioni di evacuazione delle popolazioni, così come è stato approvato dalla direttiva del Consiglio dei Ministri.

I comuni vesuviani in zona rossa sono 25

I comuni vesuviani a rischio nell’area vesuviana sono Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Napoli, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pomigliano d’Arco, Pompei, Portici, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Scafati, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, e raccolgono una popolazione pari a 1.476.979 abitanti (dati 2010).

1.476.979 gli abitanti che dovranno evacuare in caso di allarme

Al fine di sollecitare un’opera di alfabetizzazione dei cittadini al rischio e alle misure di sicurezza e di evacuazione, e per il recupero della memoria storica alle pendici del Vesuvio,  sono stati resi disponibili gli aggiornati piani di emergenza ed evacuazione. Come già diffuso dal presidente Caldoro l’evacuazione sarebbe praticabile entro e non oltre 72 ore dall’allarme generale.

Le informazioni di base

In allegato al comunicato l’Assessorato alla Protezione civile della Regione Campania Cosenza ci tiene a sottolineare a tutti i primi cittadini che, “innanzitutto, ciascuna amministrazione locale dovrà comunicare la regione gemellata con quella campana, ossia il territorio che accoglierà gli abitanti del proprio comune; poi dovrà spiegare ai cittadini quali e quanti sono i livelli d’allerta, che dipendono dall’attività del Vesuvio. Oggi siamo al livello base, il verde. Ve ne sono altri tre: il livello di attenzione, il giallo, che viene deciso dal capo della Protezione civile; il livello di preallarme, l’arancione, che viene decretato dal capo del governo nazionale e che fa scattare lo stato di emergenzasu tutto il territorio nazionale; il livello di allarme, il rosso, deciso anch’esso dal primo ministro, il quale fa scattare l’evacuazione obbligatoria della popolazione“.

Dopo l’ammissione a finanziamento sul fondo Por-Fesr della Regione Campania avvenuta in questi giorni con la vostra firma si può procedere con l’aggiornamento dei piani di emergenza. Poiché non vi è stata richiesta di finanziamento di piani intercomunali, riteniamo che la Regione debba, comunque, garantire una funzione di coordinamento per la parte relativa al rischio vulcanico dei piani“.

I piani andranno redatti in base, anche, alle Linee Guida approvate dalla Giunta Regionale con delibera numero 146 del 27 maggio 2013, pubblicata sul BURC n. 29 del 03 giugno 2013, ma è evidente la necessità di coordinamento, specie per le vie di fuga e per le “aree di incontro”. Sono in fase di approvazione le ‘indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per la zona rossa che, in particolare, devono essere ancora approvate dalla Conferenza Unificata e necessitano poi di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nel frattempo riteniamo però molto importante che si diano le prime indicazioni ai cittadini, nella forma che ritenete“.