Protesta Lsu, occupate anche la Leopardi e la Cariteo di Fuorigrotta (VIDEO)

Gli agenti della questura stanno presidiando gli istituti scolastici nel mirino dei manifestanti che dovranno essere identificati

La giornata scolastica inizia con il piede sbagliato per gli studenti napoletani che questa mattina hanno avuto l’amara sorpresa di rimanere fuori dai cancelli delle scuole di appartenenza. Motivo è la protesta dei lavoratori LSU che hanno occupato gli edifici scolastici napoletani.

Tra le più note il liceo Labriola a Bagnoli, il Risorgimento  a Soccavo, ma anche il Cuoco, il Mercalli di Chiaia e la Vanvitelli; la materna Quarati al Vomero, il liceo Mazzini, il 24esimo circolo didattico, l’Istituto comprensivo Nevio, il liceo scientifico Tito Lucrezio Caro di via Manzoni e la De Carlo di Giugliano, oltre ad altri edifici scolastici facenti parte del Comune di Pozzuoli.

Le nostre telecamere sono andate a documentare la situazione alla scuola Dante Alighieri di piazza Carlo III e al 39° circolo G. Leopardi e alla scuola B. Cariteo del quartiere Fuorigrotta. Gli agenti della questura stanno presidiando gli istituti scolastici nel mirino dei manifestanti che dovranno essere identificati. Come pure si sono attivati i presidenti di Municipalità. La scorsa settimana fu già occupato anche l’Ufficio Scolastico Regionale per lo stesso motivo. Storia vecchia quella dei lavoratori addetti alla pulizia degli ambienti scolastici che da venti anni lottano per essere internalizzati.

Il punto della questione si snoda attraverso le testimonianze di chi vive una condizione di precarietà che toglie dignità alla persona. Ma soprattutto per il fatto che la legge finanziaria continua a penalizzare le fasce dei lavoratori più deboli. La legge finanziaria ha infatti previsto per gli LSU pesanti tagli ai fondi stanziati inizialmente, con la diminuzione degli stipendi e dell’orario di lavoro o addirittura il licenziamento. Sui 450 milioni di euro previsti si passa a 290 milioni. In tal modo gli stipendi saranno decurtati della metà. Inoltre saranno aumentati i carichi di lavoro e il metraggio delle aree destinate alla pulizia sarà duplicato.

I lavoratori si dicono stanchi di una situazione che si sarebbe dovuta risolvere a monte già molto tempo fa. E che – secondo alcuni – avrebbe dato allo Stato la possibilità di risparmiare almeno 130 milioni di euro annue se ci fossero state assunzioni. Invece ciò non è avvenuto. Oggi è attesa anche la risposta da parte dei sindacati in un incontro al Miur di Roma.

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