Venerdì 22 maggio Silvio Berlusconi a Napoli per sostenere la candidatura di Caldoro

Processo Berlusconi, niente telecamere in aula

Sapere di andare in tv potrebbe pregiudicare la serenità dei testimoni “la cui funzione pubblica si fonda sul consenso degli elettori”. Cioè: i politici

Chi si aspettava di vedere in tv il processo a Berlusconi rimarrà deluso. Il tribunale di Napoli infatti, presieduto da Serena Corleto, ha vietato la ripresa televisiva costante delle udienze, perché, a suo giudizio, potrebbe avere un’influenza negativa sull’andamento del processo per corruzione e compravendita dei senatori.

Le telecamere potrebbero “imbarazzare” i politici: questa la motivazione dei giudici

Niente speciali tv quindi per gli imputati Berlusconi e Lavitola: le telecamere potranno entrare in aula soltanto nella fase iniziale delle udienze. Secondo i giudici infatti “la particolare invasività del mezzo televisivo e la sua significativa e diretta  percepibilità da parte dei protagonisti dell’accertamento probatorio può recare pregiudizio alla serenità delle testimonianze e ciò, in particolare, nel caso di quelle che devono essere rese da soggetti la cui funzione pubblica si fonda sul consenso degli elettori”. Detto in altre parole, i politici. Che non possono rischiare di “compromettersi” agli occhi dei loro elettori con le loro testimonianze “scottanti”.