Pompei chiusa dai lavoratori: i turisti restano fuori ai cancelli

Lavoratori in agitazione: l’area archeologica di Pompei chiusa ai visitatori da due giorni. Franceschini: “Danno incalcolabile per l’Italia”

Non c’è pace per Pompei. Ai ripetuti crolli verificatisi negli ultimi mesi a causa della scarsa manutenzione in una delle aree archeologiche più belle e importanti a livello mondiale, si aggiungono ora anche le proteste dei dipendenti a creare disagi.

Da due giorni i lavoratori dell’area archeologica di Pompei sono in subbuglio: nel mirino l’organizzazione dei turni di vigilanza e l’assunzione di nuovi dipendenti Ales (gestita direttamente dal ministero dei Beni Culturali) che, secondo i lavoratori, non risolve l’annoso problema delle carenza di personale.

Pompei chiusa dai lavoratori: turisti fuori dai cancelli

Così i dipendenti dell’area archeologica si sono barricati all’interno del sito archeologico in un’assemblea sindacale permanente, impedendo l’ingresso a migliaia di visitatori. Duemila ieri, oltre mille oggi i turisti rimasti fuori ai cancelli dell’area archeologica di Pompei, chiusa ai visitatori. Una protesta, quella dei lavoratori di Pompei, che lancia un segnale forte al soprintendente Massimo Osanna e anche al ministro Dario Franceschini, il quale questa mattina ha twittato tutta la sua ira.

Ecco il tweet di Franceschini su Pompei:

tweet di Franceschini su Pompei

“A Pompei seconda mattina di assemblea e ancora turisti davanti ai cancelli chiusi. Un danno incalcolabile per l’immagine dell’Italia intera”. Un’agitazione che Franceschini, ministro per il Turismo e i Beni Culturali, non condivide e non comprende: “Da quando sono ministro” spiega “a Pompei sono arrivati 78 lavoratori per fronteggiare la carenza di personale. E altri 75 arriveranno entro Natale”. Si tratta di “persone altamente qualificate”, gli fa eco il soprintendente Osanna, “che stanno davvero dando una mano a gestire l’emergenza”. Ma evidentemente quello che non va giù ai sindacati è il fatto che queste assunzioni siano curate direttamente dal ministero.

Il soprintendente Osanna: “i problemi non si risolvono così”

E poi, c’è il problema dell’organizzazione dei turni di vigilanza, e quello della mancata ristrutturazione delle guardiole e dei nuovi uffici, per i quali però, assicura Osanna, il bando è pronto. I sindacati chiedono a gran voce un incontro con Franceschini, per esporre direttamente al ministro le problematiche più calde. Intanto la Soprintendenza ha accettato di anticipare all’11 novembre il suo incontro (previsto inizialmente per il 19 novembre) con i sindacati, che, davanti a questo gesto di distensione, hanno annunciato uno stop della loro protesta.

Domani quindi i cancelli di Pompei dovrebbero essere regolarmente aperti. Ma resta la figuraccia internazionale, e il fatto che in questi due giorni la struttura ha perso migliaia di visitatori. “Io sono disponibile a tutto” ha affermato il Soprintendente Osanna, ma i problemi non si possono risolvere in questo modo, lasciando “fuori dai cancelli centinaia di turisti che non possono capire”.