Pizza, patrimonio dell’umanità. Pecoraro Scanio pronto a sbloccare la pratica all’Unesco

La richiesta per riconoscere la pizza come patrimonio dell’umanità fu inoltrata già nel 2011, ma l’Unesco la respinse. Ora, secondo Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, i tempi sono maturi per sbloccare la situazione

La pizza sembra finalmente pronta a entrare nel novero dei prodotti immateriali riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. A battersi affinché alla pietanza, simbolo di Napoli e dell’Italia nel mondo venga riconosciuto lo status che merita, è Alfonso Pecoraro Scanio, l’ex ministro dell’Ambiente che in qualità di presidente della Fondazione UniVerde ha lanciato una petizione per “sbloccare” il dossier presentato all’Unesco nel 2011 e mai approvato.

Un primo tentativo di elevare la pizza a patrimonio culturale dell’umanità infatti era già stato fatto proprio nel 2011, quando il Ministero dell’Agricoltura presentò la candidatura al Segretariato del Patrimonio Culturale immateriale di Parigi. Ma da allora la situazione è in una fase di stallo: il dossier non fu mai preso in esame, e la situazione appare tuttora bloccata. Secondo Pecoraro Scanio però ora i tempi sono maturi per dare alla pizza il lustro mondiale che merita. L’idea è quella di inserire la pizza nella Lista del Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità nei primi mesi del 2015, alla vigilia dell’apertura dell’Expo di Milano, “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita” dedicata proprio al food. Trascurare il ruolo della pizza nell’alimentazione e nella cultura, italiana e internazionale, non è più possibile. Perché la pizza ha una tradizione antichissima, “nata a Napoli, che si tramanda da generazioni, che si è diffusa in tutta Italia ed è oggi un vero e proprio simbolo dell’Italia nel mondo” afferma Pecoraro Scanio.

La pizza infatti, sia per il metodo di lavorazione che per gli ingredienti tradizionali è un prodotto unico al mondo, salutare e rappresentativo della cucina mediterranea. “Ora occorre ottenere che anche l’arte della pizza ottenga il prestigioso e meritato riconoscimento UNESCO” afferma Pecoraro Scanio, che già dal 2000 si batte per raggiungere questo obiettivo. Grazie al suo impegno, nel 2010 la pizza napoletana fu riconosciuta come specialità tradizionale garantita (STG). “La nuova petizione serve a rimettere in movimento i tanti italiani e non italiani che amano il prodotto gastronomico più conosciuto del pianeta”.

E voi, siete pronti a votare la petizione? Potete farlo qui. Cosa aspettate?

Buona pizza a tutti!