Pierangela Gareffa poteva essere salvata: i risultati dell’autopsia

Oggi c’è stata l’autopsia sul corpo di Pierangela Gareffa, uccisa dal compagno a Salerno lo scorso sabato. Poteva essere salvata secondo i medici legali

Pierangela Gareffa è stata accoltellata, la scorsa domenica pomeriggio, da suo marito Alessandro Pili dopo una lite a Fortino, nel comune di Vibonati in provincia di Salerno. Oggi sul suo corpo è stata eseguita l’autopsia. Già precedentemente si erano sparse in paese voci che descrivevano Pili come un violento ma la donna di origini venezuelane, forse per amore del figlio, non ha mai reagito né ha mai pensato di abbandonarlo o denunciarlo per maltrattamenti.

Pierangela Gareffa: ecco come è andata secondo l’autopsia

Se il marito l’avesse soccorsa subito e avrebbe chiamato l’ambulanza in tempo, Pierangela Gareffa si sarebbe potuta salvare, è morta dissanguata. Almeno questo è quello che è stato rilevato dall’autopsia sul suo corpo che ha confermato in parte la prima ricostruzione dei fatti dei carabinieri accorsi per primi sul luogo del crimine. Gli esami sulla donna hanno poi rivelato che il marito, Alessandro Pili, gli ha sferrato un colpo solo con un coltello con una lama di trenta centimetri sotto il costato, nella parte destra del corpo. L’autopsia di Pierangela Gareffa è stata eseguita questa mattina dal medico legale Adamo Maiese in un ospedale di Sapri, nel salernitano. Il marito aveva detto alle forze dell’ordine che sua moglie si era ferita su una ringhiera mentre era intenta a effettuare lavori di giardinaggio. In realtà, l’uomo l’ha colpita con una coltellata dopo una violenta lite pomeridiana avvenuta verso le 16.00 senza, poi, chiamare i soccorsi. Successivamente, pare che Pili si sia pentito del suo gesto e abbia provato a medicarla senza risultati. Solo in tarda sera, verso mezzanotte, quando le condizioni della donna erano visibilmente peggiorate, l’uomo ha deciso di allertare un vicino chiedendo di chiamare il 118. Alessandro Pili si trova adesso nel carcere di Sala Consilina, il loro bambino di 12 anni, invece, è con i nonni materni e per fortuna non ha assistito al delitto.