Palma “bleu” alla sessantaseiesima edizione del Festival

di Diego De Vellis

Quest’anno a Cannes la famosa Palma d’oro si è tinta di bleu.

La sessantaseiesima edizione del Festival ha visto infatti trionfare “ La Vie d’Adele”, adattamento cinematografico di “Le bleu est une couleur chaude” graphic novel di Julie Maroh.

Il fim, presentato a Cannes dal regista Abdellatiff Kechiche, ha vinto la Palma d’oro, riconoscimento che, eccezionalmente per quest’edizione, è stato assegnato anche alle due protagoniste: Léa Seydoux e Adele Exarchopoulos, per un’interpretazione che restituisce allo spettatore la verità di un amore vissuto, sofferto.

La pellicola mette in scena la scoperta della sessualità di una ragazza, Adele, grazie all’incontro con un’altra ragazza, Emma un’artista dai capelli bleu. La passione che nasce ed  esplode tra le due è raccontata con un verismo che contraddistingue il lavoro del regista franco-tunisino, molte le scene di sesso esplicito durante le tre ore di film, rappresentate con veridicità e autenticità, anche grazie al fatto che il regista è riuscito, utilizzando un teleobiettivo, ad evitare l’imbarazzo sul set, che ha lasciato il posto a lunghe immagini di un amore pieno ma poetico mai scandaloso.

Alla proiezione stampa, la pellicola aveva conquistato la critica segnando un record assoluto: ben 11 palme, assegnate dalla rivista “le film francais”, così aspettando che il film esca in Italia, quanto ci piace pensare che noi l’avevamo già scritto che di “La Vie d’Adele” se ne sarebbe parlato molto.

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