Un gobbo napoletano: Pagliuca: ”La Juve rubò lo scudetto 97/98”

Eccone un altro. Un altro che non riesce a dormire la notte perché gli hanno rubato il biberon. Dobbiamo sfatare un altro mito dopo er go’ de Turone? Non sarebbe il caso, se non fosse che chi veste o ha vestito la maglia nerazzurra spesso soffre di complessi di inferiorità. Questo porta i portatori di questa terribile sindrome a buttare fango su chi gli è stato e gli sarà sempre superiore.

Il contatto Ronaldo-Iuliano, ah che ricordi! Il più grande rosicamento della storia presumo. Pagliuca lo ricorda così: ”Fu uno Scudetto rubato al 100%, quella partita fu la ciliegina sulla torta: quell’anno successero cose strane. Su Ronaldo era rigore tutta la vita, ce ne accorgemmo tutto in campo. Ammettere la verità certe volte non farebbe male. Io mi sentii preso per i fondelli. Eravamo fortissimi, un mix di italiani e stranieri, un gruppo molto unito. Quello Scudetto fu la più grande amarezza da interista”.

Sarà stato anche un ottimo portiere con un buon palmares alle spalle – 1 Scudetto, 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe con la sorprendente Sampdoria di fine anni 80 e inizio anni 90 e una Coppa Uefa conquistata nel 1998 con l’inter – ma a quanto pare rosicare fa perdere di vista la realtà.

Dobbiamo ricordare al signor Pagliuca che quell’Inter, grandissimo mix di italiani e stranieri, schierava in campo un tal Alvaro Recoba? Croce e delizia dei tifosi interisti, uruguayano, con passaporto italiano… ma… ma… il passaporto era falso! E cosa dice il regolamento di ciò? Prendete un bel respiro e leggete:

”Comma 6. La violazione delle Norme Federali in materia di tesseramenti di calciatori extracomunitari compiuta mediante falsa attestazione di cittadinanza costituisce grave illecito sportivo.

Le Società, i loro dirigenti, soci e tesserati che compiano direttamente o tentino di compiere, ovvero consentano che altri compiano, atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili e sono puniti ai sensi dei commi 7 e 8 seguenti.Comma 6 bis. Il mancato rispetto delle disposizioni in materia di incentivazione e promozione dei giocatori locali comporta l’applicazione a carico della società responsabile della sanzione di cui all’art. 13, comma 1, lett. f), nella misura non inferiore a 1 punto di penalizzazione in classifica.

Comma 7. Se viene accertata la responsabilità diretta della società ai sensi dell’art 2, comma 4, il fatto è punito, a seconda della gravità, con le sanzioni previste dall’art. 13, comma 1, lettere f), g), h), e i)

Comma 8. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati riconosciuti responsabili dei fatti di cui al precedente comma 6, sono puniti con una sanzione non inferiore all’inibizione o squalifica per un periodo minimo di due anni.

Art. 13
Sanzioni a carico delle società

Comma 1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:

a) ammonizione;

b) ammenda;

c) ammenda con diffida;

d) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse;

e) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni;

F) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;

G) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di
qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria;

H) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;

I) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale.”

 

E tu, Pagliuca, vieni a piangere per un rigore che se andiamo ad analizzare per bene forse non lo è neanche? Ma mi ”facci” il piacere sul serio. Ai tempi, i commentatori Tele+ che commentarono la partita erano Fulvio Collovati (ex difensore dell’Inter), Massimo Chiesa e Massimo Marianella. Che cosa dissero costoro guardando le immagini? Dissero che non era rigore, ma, al massimo, calcio di punizione a due in area! E cosa è successo a costoro dopo aver pronunciato tale blasfemia? Sono stati messi alla berlina.

Quindi non insistete, non vi conviene, visto che vi è andata fin troppo bene, con una pacca sulla spalla. Ma visto che io sono BG (bastardo geneticamente) dopo aver messo er go’ de Turone, in questo articolo metto il contatto da cronaca nera Ronaldo-Iuliano. Voi rosicate, io godo!

 

Grazie all’utente @Lo Zio da cui ho preso il video

 

 

 

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