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Ospedale San Paolo: “Ecco tutti i sacrifici fatti per far funzionare le cose”

Ecco come l’Ospedale San Paolo si prende cura dei propri pazienti nonostante l’inadeguato numero di personale medico e infermieristico:

Il modello organizzativo dell’Ospedale San Paolo sembra funzionare discretamente bene ormai da diversi anni, nonostante le grosse difficoltà causate da una carenza di personale sia medico che infermieristico. Il modello organizzativo comprende:

– Pronto Soccorso con Triage dove ogni paziente viene valutato dal personale infermieristico addestrato e dove successivamente gli viene assegnato un codice di accesso (rosso, giallo, verde) a seconda della gravità della sua condizione. In Pronto soccorso il paziente con codice rosso ha accesso diretto in “red-room laddove è pronto l’intervento di personale addestrato che stabilizzerà i parametri vitali. Anche i pazienti con codice giallo hanno priorità di accesso. Ogni codice, comunque, prevede uno screening diagnostico seguito da intervento terapeutico secondo protocolli condivisi. Vene centrali, pace-maker transvenoso temporaneo, cardioversione elettrica, trombolisi, ventilazione meccanica non invasiva, toracentesi, paracentesi etc. In tal senso il Pronto Soccorso può essere inteso come sede di diagnosi e terapia, non come sede di “smistamento” del paziente osservato.

 

Osservazione Medica con posti letto dedicati in cui vengono ricoverati i pazienti con dolore toracico di dubbio significato, vertigine, presincope, cefalea, trauma cranico minore, colica addominale resistente a terapia farmacologica, asma bronchiale, manifestazioni da allergia, aritmie sopraventricolari, ipertensione arteriosa resistente, intossicazioni. I posti letto sono quattro e tutti attrezzati per monitorizzare parametri vitali. Si praticano cardioversioni elettriche, diagnostica cardiologica non invasiva, esami endoscopici (in accordo con il servizio di endoscopia digestiva), ECG da sforzo (in accordo con la Medicina Generale), emotrasfusioni non differibili. Il tempo di degenza di tali pazienti è breve, non supera in genere le 36 ore. In tal modo si evitano dimissioni improprie, in modo da evitare rischi per la sopravvivenza del paziente, o ricoveri impropri perché inutili che andrebbero a pesare sull’Azienda.

 

Medicina di Urgenza che svolge la propria attività in stretta continuità funzionale e organizzativa con SAUT, Pronto Soccorso, Osservazione Medica e Medicina Generale e svolge i seguenti compiti:

  1. assistenza per 16 posti letto di degenza intensiva (ed assistenza a pazienti a volte degenti su letto-barellato). Al paziente critico viene garantito monitoraggio continuo dei parametri vitali, ventilazione meccanica non invasiva, tecniche di ossigenazione avanzata, metodiche diagnostiche semi-invasive e terapie intensive essenziali per la vita
  2. consulenze cardiologiche ed internistiche nelle UO di Chirurgia, di Urologia, di Rianimazione
  3. diagnostica cardio-vascolare (ecocardiogramma, ecocolordoppler TSA, ECG dinamico Holter) a pazienti osservati in PS o degenti in OM ma anche a pazienti ricoverati nelle UO di Chirurgia, Urologia, Rianimazione
  4. ambulatorio di Cardiologia e di Medicina Interna a pazienti esterni e per il follow-up di pazienti critici dimessi
  5. Servizio di Dimissione Protetta Difficile per il controllo a domicilio di pazienti “difficili” dimessi con patologie croniche altamente invalidanti o in fase terminale. Tale Servizio permette la dimissione di pazienti altrimenti destinati a lunghi periodi di degenza ed utilizza personale medico ed infermieristico della stessa UO di Medicina d’Urgenza.

 

Progetto Di-Pro-Di e follow-up pazienti critici.

 

C’è da aggiungere, poi, che grazie al “filtro” che si effettua in Pronto Soccorso, riguardante la tipologia dei pazienti, fa sì che l’attività in Medicina di Urgenza è da considerarsi totalmente sub-intensiva, molto simile alle attività dei reparti di Terapia Intensiva. Ciò non si osserva in altri presidi ospedalieri cittadini. 

Il modello organizzativo dell’Ospedale San Paolo è garantita dai Dirigenti Medici del Servizio 118, motivati e formati a gestire in modo adeguato pazienti al proprio domicilio e durante il percorso di avvicinamento all’ospedale, gli stessi che sono anche integrati nei percorsi diagnostico-terapeutici intraospedalieri. I medici provvedono al primo soccorso in emergenze territoriali e domiciliari stabilizzando il paziente critico poi trasferito nel presidio ospedaliero più adeguato o gestendo diagnosi e terapia presso lo stesso domicilio. Ciò ha comportato una riduzione di ospedalizzazione nel 35% degli interventi (contro una media regionale < del 20%) ed una migliore sopravvivenza dei pazienti critici per terapie somministrate in tempi brevi secondo protocolli previsti da linee guide internazionali o da protocolli interni.

L’Ospedale San Paolo garantisce al proprio personale una formazione continua, necessaria per assicurare il perfetto funzionamento del metodo organizzativo, grazie a gruppi di studio e confronti culturali.

 

Ospedale San Paolo: ecco i sacrifici che si nascondono dietro l’impegno del personale

Tali risultati, però, sono stati raggiunti dall’Ospedale San Paolo soprattutto grazie al grande sacrificio a cui si sottopone il personale medico e infermieristico poiché si lavora con una carenza di almeno 6 unità per il personale medico e 5 unità per quello infermieristico.

Il Direttore UOC Medicina Urgenza dell’Ospedale San Paolo, il dott. Enrico G. Ruggiero, dichiara: “La Unità Operativa da me diretta garantisce assistenza a pazienti critici di un vasto territorio cittadino; il mio personale timore è quello di non riuscire, con l’attuale carico di lavoro e con il personale a mia disposizione, a vigilare su quanto costretto da regole e disposizioni di legge. Pertanto chiedo attenzione e collaborazione nel reperire quelle forze di lavoro utili al prosieguo del nostro progetto coerente con la migliore assistenza e il miglior percorso diagnostico-terapeutico“.

Per ovviare alla mancanza di personale, l’Ospedale San Paolo ricorre ad un eccessivo consumo di ore di lavoro in regime di straordinario, un limitato consumo di ferie ordinarie, all’assenza di medico responsabile della UOS-OBI durante il turno notturno e nei giorni prefestivi e festivi, alla presenza di due sole unità mediche durante la mattina dei giorni prefestivi e di una sola unità durante la mattina dei giorni festivi. Inoltre si ricorre alla collaborazione di medici specializzandi di scuole in convenzione con l’Unità Operativa dell’Ospedale San Paolo.