Ospedale del Mare: venerdì si inaugura il poliambulatorio

Dopo 10 anni di ritardi, venerdì 13 marzo le autorità inaugureranno il Poliambulatorio dell’Ospedale del Mare di Ponticelli.

Dopo più di un decennio di ritardi l’Ospedale del Mare di Ponticelli viene inaugurato venerdì 13 marzo, giorno in cui le autorità inaugureranno il Poliambulatorio del mare. Più di 50 medici verranno trasferiti dalle strutture già esistenti a quella nuova grazie alla precisa volontà del presidente della Regione Campania, dopo gli scandali in Giunta e gli evidenti fallimenti amministrativi, di tentare di ridare lustro al suo curriculum in prospettiva delle prossime elezioni regionali. Alle ore 10:00 di venerdì mattina Stefano Caldoro, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il sindaco Luigi de Magistris e il cardinale Crescenzio Sepe, parteciperanno alla cerimonia di inaugurazione

Come ha dichiarato il commissario Ciro Verdoliva a Il Mattino di NapoliÈ una dimostrazione di credibilità“. Dopo quanto già annunciato, cioè che il poliambulatorio sarebbe stato consegnato il 15 febbraio scorso, il commissario consegna simbolicamente le chiavi dell’Ospedale il 13 marzo. 12 gli ambulatori dovrebbero essere resi disponibili all’Asl Napoli 1.  

Ospedale del Mare inaugurato

Agli utenti saranno resi disponibili prima di tutto, insieme alla Hall, ai laboratori didattici e all’eliporto, i reparti di diabetologia, di nefrologia, di angiologia, di cardiologia, di dermatologia, di ematologia, di endocrinologia, di geriatria, di neurologia, di oncologia, di pneumologia, di reumatologia. Le previsioni di ulteriori ritardi, considerate precedentemente al commissariamento di Verdoliva o a quelle seguite alle dichiarazioni dello stesso a ottobre, sono state, ancora una volta, smentite.

Il presidente della V Commissione Michele Schiano di Visconti, la consigliera regionale Angela Cortese, vicepresidente della V Commissione permanente Sanità e sicurezza sociale, durante l’ultimo sopralluogo di ottobre, commentarono le dichiarazioni del commissario dicendo che: “L’ingegner Verdoliva ci ha mostrato dettagliatamente ogni aspetto dei lavori che si stanno ultimando. Devo dire che abbiamo trovato un cantiere in piena attività“.

Il progetto Ospedale del Mare dal 2004 ad oggi

Nel 2004, il nuovo Ospedale del Mare venne progettato nel quartiere Ponticelli di Napoli per accorpare i presidi ospedalieri Loreto Mare, Ascalesi, San Gennaro e Incurabili. A quei tempi l’investimento totale previsto fu pari a 187 milioni di euro, 57 per cento dei quali fu la quota pubblica, mentre il 43% fu la quota privata in project financing. Astaldi e Osmar si erano impegnate a consegnare i lavori nel 2008-2009, in cambio avrebbero gestito per 25 anni tutti i servizi della mega-struttura. L’Ospedale venne pensato secondo un nuovo modello dell’edilizia ospedaliera su una superficie di 145.800 metri quadrati, dove oltre alle 18 sale operatorie e ai 451 posti letto, pazienti e familiari avessero a disposizione anche un albergo, un centro commerciale e un parcheggio.

Nell’ottobre 2010 il cantiere venne chiuso a seguito di una inchiesta del pm Giancarlo Novelli che coinvolse 12 persone tra funzionari della Regione e dell’Asl Napoli1, manager e responsabili delle aziende. Come rilevò anche la ASL NA 1 i lavori furono eseguiti in difformità dal progetto, varianti che provocarono modifiche del progetto iniziale (sale operatorie costruite e poi abbattute) e una lievitazione strepitosa dei costi.
Nell’aprile 2011 il progetto Ospedale del Mare si trasformò in una discarica a cielo aperto. I canaloni attorno l’ingresso dell’ospedale erano zeppi di montagne di copertoni, frigoriferi, tv, colline di stracci e rifiuti vari. Ogni notte dei camion entravano nella strada laterale che separa le nuove costruzioni del nosocomio e scaricavano anche qualsiasi tipo di veleno, bidoni di vernice, materiali tossici, rifiuti speciali.
Nel febbraio 2012 la Corte dei Conti presentò agli indagati un invito a dedurre (l’equivalente di un avviso di garanzia, nel penale) contestando reati di falso ideologico, di truffa ai danni dello Stato, interesse privato in atti d’ufficio e la responsabilità amministrativa di cui al d.lgs. 231/2001. L’autonoma attività d’indagine delegata alla Guardia di finanza condusse alla contestazione di un danno erariale pari a 25.798.614 euro.
Nell’agosto 2012 i lavori finalmente ripartirono, grazie ad uno stanziamento pubblico di 180 milioni per quella che il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, definì un’opera strategica