Nuova Stazione Tiburtina: l’inaugurazione di nuovi scontri nella Capitale

di Domenica Natasha Turano

Non sono mancate le contestazioni in occasione dell’inaugurazione della nuova Stazione Tiburtina, il primo scalo dell’alta velocità aperto in Italia, avvenuta il 28 novembre dopo oltre dieci anni di attesa e circa tre di lavori. Le polemiche sono iniziate già al mattino, molte le lamentele sulla scelta di bloccare una delle principali vie di transito proprio di lunedì mattina, oltre la spesa ingente di denaro per l’inaugurazione.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tagliato il nastro della monumentale opera costata 170 milioni ed ha scoperto una stele, alta 20 metri e dal peso di 13 tonnellate, dedicata a Cavour e al suo discorso per Roma Capitale.

“Pilastri storici del mondo del lavoro nel nostro paese” ha dichiarato Napolitano parlando dei ferrovieri italiani, omaggio che non ha evitato comunque la successiva protesta davanti al Ministero dei Trasporti, oltre che numerosi fischi per i politici presenti da parte di un centinaio di dipendenti dei servizi ferroviari notturni che manifestavano contro il licenziamento.

Molti i momenti di tensione anche tra manifestanti e polizia, in prima fila i familiari delle vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio che, al grido di “vergogna, vergogna” si sono avvicinati ai blindati delle forze dell’ordine che avevano bloccato l’accesso alla stazione Tiburtina. Con loro anche un gruppo di No Tav giunti in corteo dall’Università la Sapienza di Roma.

La polizia ha anche respinto un tentativo di avanzata da parte di alcuni manifestanti dal terminal degli autobus verso la nuova stazione Tiburtina. I No Tav sono stati bloccati all’altezza di piazza delle Crociate e si sono poi allontanati in direzione dell’Università La Sapienza, scortati da alcuni contingenti di polizia e carabinieri.

Ai posteri la sentenza su questa nuova opera, in tempo di crisi noi ci teniamo le manifestazioni.

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