Nelson Mandela: la straordinaria e coraggiosa vita di un Uomo

di Maria Stella Rossi

“Sono qua oggi davanti a voi, non come un profeta, ma come un umile servitore del popolo. Metto i restanti anni della mia vita nelle vostre mani. In nome dell’eroica lotta del nostro popolo per instaurare la giustizia e la libertà, per tutti, nel nostro paese.”

Nelson Mandela

Oggi è uno di quei giorni che difficilmente si vorrebbero vivere. Una persona eccezionale se ne è andata, lasciandoci in eredità i suoi insegnamenti e il suo amore per la libertà.

Per alcuni Nelson Mandela era stato solo l’uomo che più di tutti aveva alzato la voce battendosi contro l’Apartheid in Sud Africa, per altri invece era semplicemente un eroe. Un eroe che non aveva avuto paura di andare contro le leggi razziali, che aveva bruciato con un sorriso sulle labbra il proprio pass book – documento che tutte le persone di colore dovevano possedere -, che non aveva neanche temuto i lunghi anni di prigione a Robben Island.

Ma procediamo con ordine.

Nato il 18 luglio del 1918 nel piccolo villaggio di Mvezo, Mandela si avvicinò notevolmente al concetto di libertà quando all’età di vent’anni, secondo le leggi della sua tribù, venne messo di fronte l’obbligo di doversi sposare.

Tuttavia i suoi principi e i suoi sogni erano troppo forti per sottostare alla tradizione e così decise di fuggire a Johannesburg con suo cugino, e fu proprio lì che mosse i primi passi verso la lotta per il riconoscimento dei diritti civili, politici e sociali delle persone di colore sudafricane. Nel 1942 si unì all’ African National Congress e nel 1944 fondò la Youth League, cominciando la sua ascesa contro i movimenti razziali.

Coinvolto in numerose proteste e arrestato più volte, arrivò nel 1960 a bruciare il proprio pass book e nel 1961 a diventare il comandante dell’ala armata della “Lancia della Nazione”, organizzando anche una guerriglia per porre fine una volta per tutte all’assurdo regine dell’Apartheid.

Nel 1962 Mandela venne arrestato dalla polizia sud africana e condannato inizialmente a cinque anni di prigione, ma un anno più tardi, nel 1963, a seguito dell’arresto di altri esponenti della “Lancia della Nazione”, la sua condanna venne commutata in ergastolo con l’accusa di tradimento.

A Robben Island passò più di 25 anni della sua vita, ma nonostante il suo corpo emaciato dalla tubercolosi fosse imprigionato, la sua anima e il suo spirito continuavano ad aleggiare fra le persone che come lui combattevano ancora l’Apartheid, fomentando la voglia e il coraggio di un riscatto, del rovesciamento di una situazione che, nonostante le diverse denunce e penalità internazionali, continuò ad esistere fino ai primissimi anni novanta.

Mandela poté finalmente lasciare il carcere nel 1990, quando l’allora presidente de Klerk cedette alle pressioni provenienti da ogni parte del mondo, dando ordine di scarcerare l’uomo che aveva fatto della libertà la sua religione e filosofia di vita, una persona eccezionale che nel 1993 ricevette anche un meritatissimo Nobel per la Pace.

Dal 1994 al 1999, ricoprì anche la carica presidenziale, diventando il primo uomo di colore in Sud Africa ad occupare tale posizione. Successivamente si ritirò a vita privata, ma il suo impegno per la libertà e i diritti, accompagnati dalla lotta contro l’AIDS, non cessarono, venendo portati avanti con la stessa veemenza di sempre, portandolo a diventare ancora una volta l’eroe di milioni di persone.

Memorabile è stato anche il Mandela Day del 2009, un giorno di festa internazionale dedicatogli per il suo novantunesimo compleanno, mentre nel 2010 volle fortemente che i mondiali di calcio si svolgessero in Sud Africa, quasi come a voler dimostrare che il suo Paese si era ormai lasciato alle spalle il periodo buio e triste della segregazione razziale.

Le sue già precarie condizioni di salute si aggravarono il 28 marzo di quest’anno. A seguito di una infezione polmonare, venne ricoverato in un ospedale di Pretoria, lasciato poi il 6 aprile. Una ricaduta avuta a giugno, tuttavia, ha dato luogo a un nuovo ricovero, ma è stato soltanto durante la sera del 5 dicembre che, nella sua casa di Johannesburg, ha esalato il suo ultimo respiro.

Con lui, forse, è morto l’ultimo granello di libertà. I suoi insegnamenti e il suo esempio sono una delle eredità più belle che l’umanità abbia mai ricevuto, ma difficilmente ci saranno altri Nelson Mandela, altri Uomini (e la U maiuscola non è un caso) pronti a rinunciare a tutto pur di battersi per propri ideali, per creare una società migliore dove far crescere le generazioni future.

Addio Madiba, hai lasciato nel mondo un vuoto incolmabile, ma per lo meno adesso sei finalmente libero da ogni sofferenza e puoi volare alto nel cielo, volare verso il posto d’onore a te riservato nell’Olimpo dei giusti.

 

13:14
06/12/2013

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