Naufragio nel Canale di Sicilia, è la peggiore tragedia del mare di sempre. Un sopravvissuto: "950 persone a bordo"

Naufragio nel Canale di Sicilia, è la peggiore tragedia del mare di sempre. Un sopravvissuto: “950 persone a bordo”

Numeri del naufragio nel canale di Sicilia peggiori di strage Lampedusa del 2013. Renzi: “Serve operazione condivisa Ue contro scafisti. Perchè solo noi?”

La nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana è giunta a Malta, dove saranno sbarcate le 24 salme e i 28 superstiti del naufragio nel Canale di Sicilia, avvenuto la notte tra sabato e domenica. Quando, a bordo di un barcone, di circa 20 metri, sono morte centinaia di persone. I primi numeri della Guardia Costiera parlavano di 700 persone, ma la testimonianza di un sopravvissuto, portato in elicottero all’ospedale di Catania, ha aumentato in maniera agghiacciante questi, arrivando a parlare di 950 persone a bordo. Tra loro “200 donne e tra i 40 e i 50 bambini”. Molti erano stati chiusi nei livelli inferiori dell’imbarcazione da parte dei trafficanti, che avrebbero serrato i portelloni, impedendo la fuga nel momento del naufragio. Il peschereccio era partito da un porto libico a 50 km da Tripoli. I migranti sarebbero provenienti da diverse nazioni: Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia, Bangladesh, Ghana.

Renzi sul naufragio nel Canale di Sicilia: “Serve operazione condivisa in Europa contro scafisti”

E’ la più grave sciagura del mare dal dopoguerra. Peggiore anche della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, in cui persero la vita 366 persone e 20 furono disperse. I numeri devono ancora essere verificati, ma la Guardia Costiera ha confermato che il barcone che si è capovolto era in grado di portare “diverse centinaia di persone” ed era “sovraccarico di migranti”.

Verso i responsabili si procede per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e per reati in materia di traffico di migranti. Le indagini sono condotte dalla Guardia Costiera, dalla Polizia di Stato, dalla squadra Mobile di Catania e dal Servizio centrale Operativo di Roma. “Contro gli scafisti possibile un’operazione condivisa in Europa, ma mirata. Ci sono tutte le condizioni per farlo”. Così il premier Matteo Renzi, che propone “interventi mirati sugli scafisti, persone che vanno affidate alla giustizia. L’Italia ne ha arrestati 976, possibile lo facciamo solo noi?”.