Nasce un monitoraggio permanente della Terra dei fuochi

I medici di base e gli specialisti campani hanno sottoscritto un documento per il monitoraggio permanente della Terra dei fuochi

In seguito alle iniziative delle Quattro giornate della salute e di tutte le mobilitazioni a favore di un monitoraggio permanente di cittadinanza dell’emergenza della Terra dei fuochi i medici campani hanno deciso di metterci la faccia. Un impegno attivo trapela dal documento redatto e firmato dagli Ordini dei medici campani, sabato scorso presso l’Auditorium dell’Ordine dei medici di Napoli, per un coordinamento permanente dell’emergenza ambientale. Dal 4 ottobre viene notificato ufficialmente alle istituzioni un compito e una responsabilità professionale e di cittadinanza per tutti i medici a servizio dei pazienti e dei cittadini.

Secondo Sergio Costa «l’errore  dell’uomo che disseppellisce i rifiuti tossici interrati da clan e imprese illecite sarebbe quello di considerare Napoli e Caserta una sorta di Auschwitz. Chi ci dice che quei rifiuti non vengano seppelliti anche in Calabria, Puglia, Molise, Basilicata? Il problema è nazionale, e scoprire i fusti vuol dire limitarsi ad afferrare la coda del serpente».

Ragion per cui per il monitoraggio dell’emergenza va fatto un lavoro strategico che mette sotto stretta sorveglianza, anche, l’evasione fiscale: «Chi non paga le tasse, certificando ad esempio di aver prodotto 50 paia di scarpe quando invece ne ha realizzate 100, non può dichiarare gli scarti di quella lavorazione in nero. E, dunque, deve smaltirli illecitamente». Il problema dell’emergenza è stato per anni sottovalutato e il caso di quel «ex medico del Cardarelli che a Caivano coltivava cavoli e broccoli su una discarica di 200.000 metri cubi» non ne è che un esempio più che rappresentativo.

Va favorita la costituzione veloce di un ciclo integrato per lo smaltimento di rifiuti che contempli persino la possibilità di un inceneritore, in quanto nel luogo dell’emergenza è preferibile un inceneritore che percolato fin dentro le falde acquifere.

Secondo il direttore dell’Istituto zooprofilattico di Portici Antonio Limone il problema dello smaltimento dei rifiuti è una questione mondiale ma, purtroppo, il negazionismo continua ad essere forte nelle sue tesi pur constatando non trascurabili evidenze. In seguito alle dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin presso i dipartimenti della Federico II e alle affermazioni del direttore del Registro tumori dell’Asl Na 3 Mario Fusco, il quale sottolinea l’inesistenza di una emergenza in merito all’incidenza oncologica in Terra dei fuochi, Tonino Pedicini, direttore generale del Pascale, replica aspramente: «Quando alle persone che chiudono le finestre a causa della puzza gli si dice che muoiono di più perché fumano troppo o mangiano male, o si è in malafede o non si sa quel che si dice».

Attualmente lo scontro tra accademie e società, tra specialisti e medici di base, non aiuta il consorzio delle professionalità mediche a contribuire ad arginare l’emergenza ambientale, e bisogna porre da parte le diverse divergenze per lavorare insieme, almeno, contro l’impossibilità di continuare a coltivare prodotti alimentari sani e a bere acqua incontaminata.