pizza radio siani

Nasce la pizza Radio Siani, con pomodori coltivati su terreno confiscato alla camorra

Dall’incontro fra il pizzaiolo Aniello Falagna e la coop Siani, è nata la pizza Radio Siani, una montanara fritta con pomodorini pizzino vesuviano.

Dall’incontro fra il pizzaiolo Aniello Falanga e i pomodori della coop Siani, il Pizzino Vesuviano, nasce la pizza fritta montanara Radio Siani, con pizzino vesuviano, olive itrane, capperi di Salina, origano selvatico del Vesuvio e olio extravergine di oliva del Vesuvio.

Sulla via Panoramica Vesuvio a Terzigno troviamo la pizzeria Haccademia del pizzaiolo Aniello Falanga, ed è qui che sia può gustare la pizza Radio Siani. Aniello Falanga è alla continua ricerca di prodotti che trasmettano la forte identità agricola della terra vesuviana, creando così una rete di piccoli fornitori che nella quotidianità riforniscono la pizzeria. Un giorno ha così incontrato anche i ragazzi di radio Siani, che come lui fanno parte del circuito Slow Food Vesuvio.

I ragazzi di radio Siani si dedicano all’agricoltura sostenibile, essendo stato loro affidato un terreno ad Ercolano, confiscato alla camorra. Si sono poi specializzati nei pomodorini tipici di questo areale, quelli con il pizzo pronunciato. Nasce così il pizzino vesuviano, della varietà “riccia di San Vito”, una delle più saporite e resistenti sul piennolo. I pomodorini vengono distribuiti freschi, nel periodo della raccolta, da luglio a settembre, e poi in conserva nel tradizionale metodo della “pacchetella” o al naturale in acqua e sale. Pacchetelle che Aniello ha subito amato e, affascinato da loro progetto, ha poi deciso di collaborare con loro e creare la pizza fritta montanara Radio Siani

Radio Siani è un presìdio Libera Ercolano, trasmette dall’appartamento confiscato al boss Birra. E’ diventata la voce della legalità in casa del boss che utilizzava una radio locale per trasmettere messaggi in codice al suo clan.

Aniello Falanga è pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food, in quanto usufruisce dei prodotti della rete di produttori dell’associazione della chiocciola e lavora secondo il loro principio del “buono, pulito e giuto”. Dal 2015 riceve il riconoscimento dei Due Spicchi della guida alle pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

Entrambe le realtà hanno scelto di metterci la faccia per sostenere un territorio, quello vesuviano,  che offre grandi opportunità di sviluppo se trattato con rispetto e fiducia.