Napoli patria della Fantascienza, venerdì la mostra su Capocci

‘Napoli patria della Fantascienza’, venerdì la mostra su Ernesto Capocci

L’Osservatorio astronomico di Capodimonte ricorda domani sera Ernesto Capocci con la mostra “Napoli patria della Fantascienza”

Si aprirà domani, venerdì 13 marzo, alle ore 20 presso l’Osservatorio astronomico di Capodimonte (Salita Moiariello 16), la mostra “Napoli patria della Fantascienza: dagli Infiniti mondi di Giordano Bruno al primo viaggio sulla luna di Ernesto Capocci”. A conclusione delle manifestazioni organizzate nel 2014 per il 150° anniversario della morte di Ernesto Capocci, l’Osservatorio gli dedica questo importante evento su un tema a lui caro, cura di Mauro Gargano ed Emilia Olostro Cirella.

Si apre domani la mostra su Ernesto Capocci, ‘Napoli patria della Fantascienza’

Capocci astronomo stimatissimo e ascoltato dagli scienziati del suo tempo, fu anche colui che convinse Macedonio Melloni a trasferirsi a Napoli per fondare il primo Osservatorio Vulcanologico del mondo. Ai suoi innumerevoli risultati astronomici Capocci unì un impegno politico che lo condusse prima a essere eletto deputato del Parlamento napoletano del 1848 e poi nominato senatore del primo Parlamento italiano del 1861.

Si distinse inoltre per la sua raffinata produzione letteraria, pubblicando: tra l’altro “Relazione del primo viaggio alla Luna fatto da una donna l’anno di grazia 2057” (1857), un racconto fantascientifico ad uso divulgativo che anticipa di ben otto anni il più noto romanzo di Jules Verne “De la Terre à la Lune”.

L’Osservatorio astronomico di Capodimonte lo celebra con la mostra ‘Napoli patria della Fantascienza’

Prendendo spunto dalla primogenitura fantascientifica di Capocci, l’Osservatorio astronomico di Capodimonte vuole celebrare il suo direttore con una mostra che ne ricordi la figura e l’attenzione verso la divulgazione della scienza.
La mostra iconografica vuole sottolineare inoltre quegli aspetti della cultura napoletana che, da Giordano Bruno e i suoi “infiniti mondi”, passando per Archerio Filoseleno e il racconto dei “Seleniti”, fino  al viaggio fantastico di Pulcinella sulla “bella Cinzia”, come Capocci definisce la Luna, hanno sempre caratterizzato l’interesse scientifico verso l’ignoto.