Napoli, moto-rapina nel supermercato

Nuova temeraria tecnica di rapina a Napoli

Napoli, moto-rapina nel supermercato. Lo shopping natalizio a Napoli  è stato messo a rischio nei giorni scorsi da una nuova audace tecnica di rapina ideata da alcuni giovani malviventi napoletani: la moto-rapina. I giovinastri irrompono in scooter e armati in un supermercato, minacciano i dipendenti e li costringono a consegnare l’incasso della giornata. Il tutto si compie velocemente, permettendo una fuga immediata e repentina. Solo allora i dipendenti riescono a chiamare le forze dell’ordine.

La moto-rapina a Napoli, al Sisa di Secondigliano

La tecnica è stata applicata alla perfezione venerdì scorso, in un supermercato “Sisa” di Secondigliano, poco prima dell’orario di chiusura. Tutto l’incasso della giornata è finito nelle mani dei rapinatori. Momenti di paura e di tensione anche tra gli ultimi clienti ancora in fila alle casse. Le immagini delle telecamere sono state sequestrate dalla polizia scientifica, che ha effettuato anche una serie di rilievi.

La Banda del Tmax

I supermercati sono da sempre uno degli obiettivi preferiti dei rapinatori. Gli incassi sono cospicui, dato che ancora sono moltissimi i clienti che acquistano per contanti e le misure di sicurezza predisposte presentano spesso delle falle e delle inefficienze in cui i malviventi si insinuano con grande velocità e perizia.  Quella che già è stata definita “Banda del Tmax” non ha fatto altro che applicare questo schema. La moto-rapina è una nuova modalità di rapina, che ha colto alla sprovvista il supermercato in questione, aggirando le consuete tecniche di protezione dei locali. I tempi sono velocissimi, l’effetto sorpresa si unisce all’effetto paura ed il gioco è fatto. La polizia sta esaminando con grande attenzione le immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso del centro commerciale e si attendono importanti sviluppi nelle prossime ore. Purtroppo il periodo natalizio vede costantemente un incremento di questo genere di reati e gli ultimi episodi di cronaca, non solo a Napoli, lo testimoniano.