Napoli Monitor presenta "Lo stato della città"

Napoli Monitor presenta “Lo stato della città”

Oggi al Rione Sanità sarà presentato “Lo stato della città. Napoli e la sua area metropolitana”, un vero e proprio atlante compilato da settanta autori.

Oggi alle ore 18.00, al Punto Luce del Rione Sanità in vico San Vincenzo  sarà presentato un volume molto speciale: Lo stato della città. Napoli e la sua area metropolitana.

L’opera raccoglie i contributi di settanta autori, curati da Luca Rossomando,  per le edizioni Napoli Monitor.

I numerosi autori sono esperti di settori diversi, da Luciano Brancaccio a Carolina Castellano, da Massimo Di Dato a Cyop&Kaf, da Antonio Di Gennaro a Paolo Siani, da Maurizio Zanardi a Riccardo Rosa. Tutti hanno un unico scopo: dare una visione quanto più precisa della realtà napoletana contemporanea, dello stato della città.

Lo stato della città: i dati di fatto

“Lo stato della città” è costituito da dati, reportage e analisi, dall’urbanistica all’ambiente, dall’economia al lavoro, dalle politiche sociali e sanitarie fino alla produzione culturale. L’intenzione è stata quella di dare valore ai fatti, più che alle opinioni e alle critiche sterili, in pieno stile Napoli Monitor.

Luca Rossomando, scrittore e giornalista,  spiega la genesi dell’opera: “Il libro nasce come prosecuzione naturale del lavoro fatto con il giornale, il sito, i libri e la presenza in città. Spesso ci è sembrato di comporre un inventario di temi, luoghi e persone (anche se non solo di Napoli), usando diversi strumenti e stili (il reportage, le storie di vita, l’inchiesta, ma anche il film, per esempio ‘Il segreto’ di Cyop&Kaf), così volevamo avere un libro che contenesse insieme tutto questo inventario e allo stesso tempo volevamo andare in direzioni che non avevamo ancora esplorato“.

“Lo stato della città” vuole essere un vero e proprio atlante della città di Partenope, ma soprattutto essere un punto di collegamento tra studiosi e gente comune. Luca Rossomando ha affermato: “La parte decisiva comincia ora. Vorremmo usare il volume come pretesto per mescolare un po’ le carte: portare i vari ricercatori, ma anche i medici o altri tecnici, in posti in cui di solito non vanno, a parlare di cose nuove per la gente che li ascolterà e ad ascoltare a loro volta cose nuove. La presentazione alla Sanità, in un posto dove si lavora con mamme e bambini del quartiere, in cui daremo la parola a due pediatri e un agronomo, per parlare di come ci si prende cura di luoghi e persone, è un esempio“.