Napoli, la suora sexy di RossoDiSera fa scandalo

Napoli, la suora sexy di RossoDiSera fa scandalo

Scandalo a Napoli per la suora sexy apparsa su un cartellone pubblicitario di via Marina. Pubblicità inappropriata, visto il prossimo arrivo del Papa.

Se siete di passaggio per via Marina non potete non alzare gli occhi sul mega cartellone pubblicitario della nota marca di abbigliamento femminile. Ad attirare la vostra attenzione sarà una ragazza dalle forme generose, vestita da suora sexy, o meglio svestita. Si, perché tranne per il classico velo bianco sulla testa e un paio di jeans, il resto del corpo è ben in vista, sopratutto il seno, nudo, coperto solo dalle sue mani, messe non a caso in posizione di preghiera e che stringono un rosario.

Una pubblicità in fin dei conti come tante, che come al solito puntando sulla nudità, peccato però che il tema suora sexy, quando mancano pochi giorni all’arrivo del Papa a Napoli, non sia piaciuto. Forte infatti è stata la contestazione dei cittadini, che non criticano tanto la scelta dell’immagine in se, bensì la scelta di fare uscire tale pubblicità proprio quando in città ci si prepara per accogliere Francesco Bergoglio.

L’azienda RossoDiSera si difende

Subito è arrivata la replica dell’azienda: “Intendiamo chiarire che tutto desideriamo fuorché mancare di rispetto alla visita del Santo Padre prevista il prossimo 21 marzo in città, anche perché lo scatto è stato realizzato diverso tempo fa. Riconosciamo di aver fatto una scelta di marketing forte ma non c’è nessun intento blasfemo. L’essere dissacranti non vuol dire non avere una sacralità, significa fare delle scelte anche impopolari ma nelle quali crediamo molto. Anche sulla partecipazione di Suor Cristina a ‘The Voice’ vi furono molte polemiche eppure la sua figura ha avvicinato molto i ragazzi alla Chiesa. La modella del nostro manifesto stringe un Rosario e prega, e se è vero che c’è un effetto “vedo non vedo” è vero anche che non si intende in alcun modo banalizzare l’atto della preghiera. Rivendichiamo dunque la nostra scelta e ci dispiace profondamente essere accusati di cose assai lontane dai nostri valori e dalla nostra cultura. Riteniamo altre-sì che sia giusto attendere il parere dell’ Istituto Autodisciplina Pubblicitaria (Aip), ente titolato a decidere sulla rimozione dei manifesti. Finora non ci è stato notificato nulla“.