Napoli nella storia, gli azzurri volano agli ottavi di Champions


Napoli nella storia, gli azzurri volano agli ottavi di Champions

La numero 22, la numero 17 (contro ogni scaramanzia), la numero 88, la numero 7, la 11, la 28 del capitano, la 1 della superman azzurro. È quasi Natale, ma non è ancora periodo di Tombole. Sono solo alcuni dei numeri di maglia degli eroi azzurri, quelli che insieme agli altri protagonisti han fatto uno storico regalo ai tifosi azzurri e a loro stessi, da mettere sotto l’albero e da conservare ancora a lungo: gli ottavi di finale di Champions League.

Il Napoli è nella storia, come era successo solo 21 anni fa, quando la Champions era Coppa, quando i gironi non esistevano, quando c’era ancora la numero 10. Oggi c’è la squadra di Mazzarri, il branco di cannibali, quelli destinati a fare brutte figure per l’Europa, che invece è andata a stupire e a mostrare gli occhi della tigre negli stadi più importanti del continente.

Chi se lo sarebbe aspettato quel giorno di fine agosto, quando il 100% dei tifosi azzurri, anche quelli più ottimisti, maledivano l’urna di Montecarlo? Quella maledetta sfortuna che ha fatto capitare il Napoli nel girone della morte, con i formidabili teutonici, i mostri sacri inglesi e i terribili sottomarini gialli. E invece? Invece il calcio è una scienza inesatta, dove i calcoli della vigilia tornano sempre, ma una volta in campo, i numeri sono sballati, le previsioni clamorosamente errate. Così, doveva essere già scritto il dominio nel girone di Bayern Monaco e Manchester City, con qualche grattacapo creato dai tecnici giocatori del Villarreal. Il Napoli? Già sarebbe stata considerata una fortuna non subire umiliazioni e segnare al massimo un paio di gol. Sbagliato! Napoli qualificato come secondo del girone, City a giocare in Europa League, gli spagnoli a casa con la coda tra le gambe, bavaresi primi, ma con meno certezze di prima, sicurezze sgretolate dalla doppietta del giovane Fernandez nell’unica sconfitta partenopea all’Allianz Arena.

Ma la storia te la devi conquistare, e il Napoli doveva andare a Villarreal a vincere, battere gli iberici, la loro voglia di rivalsa – con qualche petroldollaro ad abbrutire i ballerini di flamenco, ma soprattutto sopprimere la paura di raggiungere il traguardo, quando i pronostici ti danno vincenti, e quando gli affamati citizens erano pronti a sfruttare ogni errore di gioventù ed inesperienza.

Ecco che per sessanta minuti l’incubo dell’occasione sprecata aleggiava come un’incombenza funesta.Nervosismo, gambe bloccate, idee confuse, , il cronometro che scorre inesorabile, il ManCity che vince, Mazzarri che perde lucidità e si fa espellere. Ma proprio la cacciata del tecnico toscano dà la scossa agli azzurri. Inler, l’offuscato faro del centrocampo del Napoli, finalmente fa ricacciare in gola tutti gli improperi a lui destinati per la prestazione fin lì molto deludente. Tiro dal limite, un sinistro fulmineo, un siluro dei suoi e tutti pronti a perdonare lo svizzero. Napoli in vantaggio. Come d’incanto gli azzurri si lasciano andare, perdono la timidezza e diventano spavaldi, sfrontati. Come dei veterani sono pronti a rallentare e a colpire nuovamente l’avversario. Passano infatti dieci minuti dal primo gol di Inler, ed Hamsik firma il raddoppio della sicurezza su di una rocambolesca azione d’angolo.

La partita è in ghiaccio, gli animi no. Alcuni stupidi accenni di rissa si verificano nel finale di partita, col solito Aronica ad alzare troppo il gomito, subendo poi le reazioni imbufalite degli avversari sconfitti. Per fortuna finisce prima che fioccassero insopportabili espulsioni.

È il Madrigal, Villarreal, Spagna. Sembra il San Paolo. Si fanno spazio, come fossimo a Fuorigrotta, le note de “O surdat nnammorat”, l’inno d’amore cantato dai tifosi del Napoli, l’inno che sta facendo battere il cuore anche degli sportivi di tutta Europa.

Grazie Napoli! Ci hai fatto il regalo più grande (finora), ora non resta che aprirlo. Venerdì i sorteggi per sapere se ci verranno rifilati due bei pacchi sotto forma di Real Madrid o Barcellona, o se avremo in regalo la possibilità di sognare incontrando l’Apoel Nicosia.

Ma già che se ne parla…

Riccardo Simeone

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