Napoli assolto. Giustizia è fatta.

È arrivata finalmente la sentenza che il Napoli tanto aspettava. Tolta la penalizzazione di due punti e annullata la squalifica a Cannavaro e Grava.

La Corte federale di giustizia accoglie il ricorso degli azzurri. Chiuso il caso Gianello. I tifosi esultano, l’ansia svanisce e si trasforma in gioia, le nubi lasciano il posto al sole, ritorna il sereno in città.

Il Napoli riprende la sua naturale posizione, il secondo posto conquistato legittimamente sul campo, aggancia la Lazio e si porta a -3 dalla Juve.

Classifica riscritta o meglio ripristinata a dovere. Sì, perché ciò che momentaneamente era stato sottratto ingiustamente è stato restituito pienamente. Una buona novella che squarcia il velo di Maya.

Solo una “giustizia non invidiosa” (aphtonia dikes)- ricordate Platone nelle Leggi?-  poteva ristabilire lo status quo. Il campionato non viene falsato. Tutto è regolare. La competizione può proseguire normalmente. Sono occorse ben cinque ore e mezza di camera di consiglio per emettere il verdetto decisivo. Fumata bianca. Vittoria importante per il club di De Laurentiis, che va in gol e non in fuorigioco anche nelle aule giudiziarie.

E allora andiamo Napoli. Sempre più in alto, sempre più su. Senza porsi limiti. Sognare non costa nulla.

Avendo però i piedi ben saldi sulla terra e la testa rivolta in cielo.

Diego Scarpitti

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