MOSTRA FOTOGRAFICA “SALQA UYWA” ANIMALI SELVATICI DEL SUD AMERICA

a cura di Adriano Cotugno

riprese di Francesca Galasso

MOSTRA FOTOGRAFICA “SALQA UYWA” ANIMALI SELVATICI DEL SUD AMERICA

“Salqa uywa” è il termine della lingua quechua, l’antichissimo idioma ufficiale dell’Impero Inca, che indica gli animali selvatici. Si è scelto come titolo della mostra fotografica un’espressione in quechua poiché questa lingua è tuttora utilizzata da buona parte della popolazione in Ecuador e soprattutto in Perù, luoghi nei quali sono state realizzate le fotografie.

L’autore ha realizzato le foto nel 2010 durante un periodo di permanenza ad Iquitos (Amazzonia peruviana) durato quattro mesi, partendo da tale località per le spedizioni naturalistiche nelle aree più incontaminate del Perù e dell’Ecuador. Gli scatti presentati nella mostra ritraggono, infatti, la fauna selvatica delle regioni più caratteristiche del subcontinente sudamericano: dalle rigogliose foreste pluviali dell’Amazzonia peruviana, agli aridi altopiani della Cordigliera delle Ande sino ad arrivare al brullo arcipelago vulcanico delle Galapagos, le “isole di Darwin”.
Gli animali ritratti, sono stati scelti in base alle loro peculiarità morfologiche o comportamentali, dai maestosi Condor delle Ande, signori dei cieli del Sud America alle Formiche tagliafoglie della foresta pluviale. Sono inoltre esposte fotografie di specie molto rare, quali Scinax iquitorum, una raganella scoperta solo nel 2008, o protette a livello internazionale come Ranitomeya reticulata, un Dendrobatide dalla vivacissima colorazione aposematica (CITES), o come Spheniscus mendiculus, il Pinguino delle Galapagos, considerato “in pericolo di estinzione” all’interno della Lista Rossa della I.U.C.N.
La mostra è articolata in cinque sezioni, le prime tre riguardano, rispettivamente, la fauna dell’Amazzonia peruviana, delle Ande e delle Galapagos; le altre due trattano temi specifici: il mimetismo criptico e la conservazione. Quest’ultimo tema è incentrato sulle particolari immagini del mercato di Iquitos, “Belen”, considerato il più interessante e pittoresco dell’intera Amazzonia, all’interno del quale la carne di scimmia e di testuggine, specie universalmente protette, sono considerate merci comuni.

Escluse le Isole Galapagos, oggetto di una rigorosa tutela, paradisi naturali quali l’Amazzonia e le Ande, sono insidiati oggi da continue minacce antropiche, quali il disboscamento e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse petrolifere e minerarie.
La mostra si propone dunque come obiettivo principale quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla delicata situazione in cui versano gli habitat e gli ecosistemi della Regione Neotropicale, promuovendo la conoscenza dei gioielli faunistici che popolano queste zone, tesori che senza una tutela maggiore, rischierebbero di scomparire. La conoscenza basata sulla ricerca scientifica rappresenta, infatti, un passo fondamentale per tutte le strategie conservazionistiche (non si può proteggere ciò che non si conosce).

Valerio Giovanni Russo, appassionato di zoologia e fotografo naturalistico partenopeo, sin da giovanissimo ha trovato nella Natura la sua passione più grande. Tale passione lo ha portato a frequentare il corso di studi in Scienze Naturali all’Università di Napoli Federico II, dove, durante il suo iter formativo ha preso parte a numerosi progetti internazionali che gli hanno permesso di maturare importanti esperienze in università straniere:
nel 2008 ha partecipato al Progetto Erasmus, svolgendo la sua attività per un anno presso l’Università di Granada in Spagna; nel 2010, è stato selezionato per partecipare al progetto internazionale Erasmus Mundus, organizzato dall’Università spagnola di Santiago de Compostela, ciò lo ha portato a condurre attività di studio e ricerca per quattro mesi ad Iquitos (Amazzonia peruviana).

Nel 2011 si è laureato alla laurea triennale in Scienze Naturali con una tesi sperimentale sugli Anfibi della Foresta Amazzonica.

Andrea Senese e Luca F. Russo, entrambi studenti di Scienze Naturali appassionati di fotografia, hanno accompagnato Valerio G.Russo in parte dell’esperienza amazzonica, ed hanno contribuito al completemento della rassegna fotografica mettendo a disposizione alcuni dei loro scatti più suggestivi.
Zuzana Matysiova, studentessa dell’università di Brno (Repubblica Ceca), la quale ha frequentato l’università di Iquitos durante lo stesso periodo dell’autore, ha partecipato fornendo alcune significative fotografie riguardo il commercio illegale di fauna selvatica all’interno del mercato di Belen.

Orari di visita:

dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.30
lunedì e giovedì anche dalle ore 15.00 alle 17.00

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