MA CHE MONDO CI ASPETTA?

La morte del giovane Willy Monteiro Duarte impone un interrogativo molto serio: se non riusciremo a bloccare certi comporamenti violenti come sarà il mondo futuro?

I valori ed il modus vivendi a lungo condivisi, da alcuni decenni vacillano sempre più e così anche l’intervento per sedare una lite, cosa un tempo ovvia e spontanea, oggi diventa un atto eroico, reso ancora più tale dal prezzo che è costato a questo povero ragazzo.

Willy è un eroe e come tale va considerato e fatto conoscere a tutti, in particolare alle nuove generazioni nel doveroso tentativo di salvare l’aspetto umano della nostra società.

Tanta ammirazione va anche alla famiglia che non grida vendetta ma giustizia, che converte la sua inevitabile rabbia in un estremo atto di generosità: le offerte raccolte nel corso della messa per i funerali di Willy saranno devoluti alla Caritas.

Mio figlio non è morto invano se è vero che ha tentato di salvare un’altra vita ha detto il padre di Willy, a testimonianza di quanto la sua famiglia fosse coerente, anche in una circostanza così brutale come quella della sua morte, con gli insegnamenti morali impartiti al figlio.

Il presidente della Regione Lazio,Nicola Zingaretti, ed il premier Giuseppe Conte ben hanno espresso alla famiglia la partecipazione al suo dolore e la vicinanza morale ed economica (la regione Lazio sosterrà le spese legali) di un’Italia che ancora ha una sensibilità “umana” e che si vuole impegnare affinché il loro esempio serva ad impedire il sopravvento a valori come la forza fisica, l’imposizione della violenza, il razzismo … chissà quante volte il rispetto di valori “buoni ed umani” come i loro saranno stati messi a dura prova da atteggiamenti razzisti … chissà quante volte avranno avvertito il peso di sentirsi ospiti indesiderati nel nostro paese!

Signori Monteiro Duarte sappiate che in tanti vi ringraziamo e siamo orgogliosi di voi per la grande lezione di vita che ci avete dato; un esempio di Amore concreto che ci impegneremo a rendere indelebile perché, come ha detto il premier “Dobbiamo guardarci in faccia e capire che ci sono alcune frange, alcune sacche sociali che coltivano la mitologia della violenza“. La combatteremo con tenacia condividendo ed accogliendo l’esortazione del vescovo di Tivoli e Palestrina monsignor Mauro Parmeggiani, nell’omelia “impegnamoci tutti, istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme, quello dei media e in particolare dei media digitali, a comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale‎ e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi“.

Intanto è importante anche dire che, dopo gli accertamenti autoptici, il capo d’accusa per i 4 arrestati è cambiato da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi… giusto per invitare a riflettere che certe azioni non distruggono solo la vita delle vittime!

di Marina Topa

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