Michel il galantuomo, Diego il drogato

Michel il galantuomo, Diego il drogato

Michel il galantuomo, Diego il drogato

Caro Diego, avevo 20 anni quando tu eri il nostro re e Napoli calcistica comandava in Italia e in Europa.

Eppure ce l’avevano con te, ti odiavano, ti additavano: il drogato, il poco di buono, lo sfaccendato. Michel Platini, lui sì che era un signore. Gentile, elegante, un perfetto esempio di stile Juventus, contrapposto alla tua intemperanza selvaggia e in fondo…terrona. Attaccavi la Fifa, avevi il coraggio, solo tra tanti pavidi finti campioni, di urlare la verità. Il potere e i benpensanti te l’hanno fatta pagare cara. Ma a volte la giustizia ci mette tanti anni per recuperare. Ora il gentleman francese e il suo socio in affari e in corruttela devono scontare otto anni di squalifica… Che vergogna, per loro e per tutti i moralisti e i leccaculo di allora e di oggi… Mi ricordo quando tu, il drogato poco di buono, partecipavi a tutte le partite di beneficenza, mentre i vari Gullit, Van Basten si defilavano e trovavano sempre una scusa. Preferivano di gran lunga i festini milanesi a base di coca e prostitute d’alto bordo. Eppure io lo so che tu ora non stai gioiendo, perchè tu sei come noi, non godi dei problemi degli altri. Forse un riso amaro ha solcato il tuo come il nostro volto, il riso amaro di chi pensa alle ingiustizie subite, ma che, se tornasse indietro, rifarebbe tutto come prima… Il nostro non è lo stile Juve o lo stile Agnelli, siamo semplicemente uomini con dignità…

Ciao Diego. Scusami, volevo correggermi: prima ho detto che eri il nostro re. Ovviamente lo sarai sempre. Chi ama non dimentica. Ciao Diego, hasta la victoria, siempre