Mercato immobiliare a Napoli, diminuiscono prezzi e canoni

Mercato immobiliare a Napoli, diminuiscono prezzi e canoni

Lenta risalita per il mercato immobiliare a Napoli e italiano, che sembra essersi lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi sette anni

Lenta risalita per il mercato immobiliare a Napoli e italiano, che sembra essersi lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi sette anni. Per una vera ripresa del settore bisognerà aspettare il 2017 quando i prezzi delle abitazioni torneranno a crescere in modo consistente (+1,6%) e le compravendite supereranno quota 500mila. E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma. La presentazione è stata organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking.

Il 2015 si dovrebbe chiudere, secondo Nomisma, con prezzi delle case in calo del 2,8% e compravendite a quota 442.546. Nel 2016 i prezzi dovrebbero registrare una lievissima ripresa (+0,1%) e le compravendite toccare soglia 478.590.

La risposta del sistema bancario all’impennata delle richieste di acquisto non è mancata. L’incremento delle erogazioni per l’Istituto bolognese è risultato eclatante “seppur di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno”. È “interessante notare come le surroghe e sostituzioni sul totale dei mutui abbiano visto passare la loro incidenza dal 7,5% (2014) al 26% (2015), ridimensionando il sostegno netto al settore immobiliare”.

La quota di transazioni senza ricorso al credito è scesa al di sotto del 45%, a fronte di un aumento complessivo del mercato residenziale (orizzonte 2014/2015) del 6%. Il ritrovato canale creditizio è quindi, per Nomisma, “il principale driver alla base delle ottimistiche aspettative di rilancio” .

Nello specifico, il capitale erogato alle famiglie per i mutui nei primi sei mesi del 2015, al lordo delle iniziative di portabilità, è stato di 17,3 miliardi di euro con un incremento di 53 punti percentuali sul primo semestre del 2014 e di 34 sul semestre precedente. Per la seconda parte dell’anno le previsioni ammontano a 21 miliardi di euro.