Mentre le Rfi costruiscono un tunnel Villa d’Elboeuf crolla!

Continua l’emergenza per la più bella Villa del Miglio d’oro: la Villa d’Elboeuf. I muri crollano, gli incendi divampano, e gli sciacalli rubano i marmi e le ringhiere mentre il Comune e la Soprintendenza firmano per un tunnel ferroviario che sminuisce l’emergenza. Nel frattempo i suddetti, la Regione, e la Invest (proprietaria dell’immobile) litigano al Tar!

“Come può un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori, dall’alto della loro autorevolezza e cultura, dal basso delle loro più feconde e costruttive disfatte, dopo aver attraversato gli oceani del tempo, dopo aver seguitato alle più gravose e titaniche imprese degli avi, dopo aver posto fine all’idolatria della natura e inaugurato l’era dell’industria, dopo aver maturato e compiuto le più risolutive e determinanti scelte in favore del moderno, lasciare in balia dell’abbandono una delle sue filiazioni più preziose, una delle sue architetture più ambiziose e superbe, la Villa d’Elboeuf?”

Così recitavamo l’amarezza e la rabbia in seguito al totale stato di abbandono in cui riversava, e continua ad esserlo, uno dei 122 palazzi più belli del Miglio d’oro. Dopo il danno di secoli di indifferenza per quanto concerne il patrimonio architettonico, artistico, e paesaggistico della Costiera vesuviana, il Comune di Portici, la Soprintendenza delle Ville vesuviane, il Ministero per i beni e le attività culturali continuano a lasciare rovinare la Villa d’Elboeuf. Dopo i crolli di febbraio, che bloccarono la linea ferroviaria Napoli-Portici, le Reti ferroviarie italiane hanno fatto sapere che, per il ripristino della linea attualmente interdetta, si procederà alla costruzione di un tunnel artificiale, mentre il Comune, la Regione e Invest (proprietaria dell’immobile) si scannano giuridicamente presso il Tar.

Il 27 marzo e il 29 maggio scorso il Comune di Portici e la Soprintendenza diedero il loro avvallo al progetto bypassando per intero la certificazione dei Vigili del fuoco che la dichiararono la dimora degli Elboeuf fatiscente. Il lavoro di ingegneria strutturale ferroviaria sarà indipendente rispetto a villa d’Elboeuf e, anche in caso di crolli, protocollerà l’assoluta protezione dei convogli.

Questa notizia giunge non gradita alle associazioni cittadine e agli intellettuali che per anni si sono battuti per il restauro di Villa d’Elboeuf, in quanto Comune e Soprintendenza invece di farsi carico dei lavori controfirmano un progetto che, di fatto, riporterà il Palazzo nell’osceno mediatico che da decenni lo condanna a crolli, incendi, e ruberie.

Sarà il diritto e la burocrazia a distruggere Villa d’Elboeuf o si porrà rimedio in tempo al suo declino?