Meno un giorno alla fine del mondo

Cari lettori di questo grande evento ne hanno parlato davvero tutti, in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi (Cit.), e proprio per questo motivo ho deciso di non riportare le solite informazioni di carattere pseudo-scientifico/astrologico/religioso che potete tranquillamente googlare o cercare su Wikipedia, (perdonate la mia accidia, mea culpa). Fatta questa piccola ma importante premessa, veniamo a noi.

Cosa accadrà mai domani? Quale scenario straordinariamente apocalittico si mostrerà ai nostri occhi? Sarà più un qualcosa di proporzioni bibliche in stile separazione delle acque di Mosè con cieli di fuoco e piogge meteoritiche sulla terra che si squarcia e dalla quale escono i demoni dell’inferno che si battono con gli angeli gloriosi dell’Apocalisse o più un qualcosa che somigli alla “Guerra dei Mondi” con gli alieni in veste di spazzini pronti a dare una ripulita al nostro povero pianeta che soccombe sotto rifiuti organici ma soprattutto umani? Staremo a vedere.

Intanto provo ad immaginare quei burloni dei Maya mentre decidono del nostro destino giocando a carta forbice sasso. Immagino che sia nata così la storia del 21 Dicembre 2012, tra una fumata di “erbe magiche” del posto accompagnata da qualche bella danza tribale intorno al fuoco e una mano di carta forbice sasso.

Ma proviamo a pensare per un attimo che i Maya abbiano ragione. Proviamo a pensare che abbiano previsto il Gangnam StylePapa Ratzinger che twitta, e Silvio che si ricandida. Onestamente mi sembrano tre motivi più che validi,considerando soprattutto la loro contemporaneità, per far finire il mondo.

Silvio è deciso a tornare,più in forma che mai ringalluzzito dal suo giovane e ardente amore,sembra davvero invincibile!  Che sia davvero questo l’unico modo per sbarazzarci definitamente di lui? Che siano gli angeli dell’Apocalisse, i Titani dell’Olimpo o gli alieni spazzini a svolgere l’ingrato compito? Ai posteri l’ardua sentenza.

Comunque vada, cari lettori, non siete emozionati? Considerando che prima o poi tutti dovremo morire perché questo è il fine ultimo della nostra esistenza,”cenere alla cenere”, se i Maya non si fossero sbagliati dovete ammettere che sarebbe un grande privilegio poter assistere all’Apocalisse. Saremmo degli eletti! Quindi keep calm, no panic! La fine del mondo ha i suoi lati positivi.

Di lati positivi ne sa sicuramente qualcosa il sindaco di Bugarach, cittadina al Sud della Francia, presa d’assalto perché secondo la profezia sarebbe l’unico posto in cui poter sopravvivere alla fine del mondo.Case in vendita e stanze d’albergo in affitto per cifre esorbitanti. Bugarach come l’arca di Noè, un’arca piena d’oro.

Tra i più disperati in vista dell’imminente fine del mondo, dopo gli universitari ovviamente,magari prossimi alla Laurea, che di calendari hanno sempre e solo temuto quello degli esami,e a mio fratello che dovrebbe compiere gli anni il 22 Dicembre, figurano le persone che hanno già pagato l’IMU. Il mio pensiero è rivolto soprattutto a loro.

Intanto nella mia mente vanno a braccetto canzoni come : it’s the final countdown! parapara parapapapa!, il più grande spettacolo dopo il big bang di Jovanotti ma soprattutto l’intramontabile: ” se bruciasse la città, da te, da te, da te io correrei .. anche il fuoco vincerei per rivedere te”. Perché sì, in alcuni casi solo un’eventualità catastrofica come la fine del mondo può farci mettere da parte noi stessi, l’orgoglio e la paura dandoci il coraggio necessario per dire scusa, per mandare quel messaggio che si scrive mille volte e altre mille ancora si cancella, per fare quella chiamata ,per spedire quella lettera che pesa così tanto tra le mani, per dire quel mi manchi che si strozza in gola o per dire ti amo ancora.

Magari questa sarà la notte giusta,magari il senso di questo temuto 21 Dicembre è proprio questo: dirsi ciò che non ci si è detto mai, avvicinarsi, perdonarsi, ritrovarsi, amarsi. Magari ci saranno milioni di abbracci, lacrime e baci, corse in strada per ritrovarsi e finalmente amarsi. Forse il senso, il cambiamento è tutto qui. Magari davanti a uno scenario simile persino la fine del mondo deciderebbe di aspettare ancora un po’.

Infine Apocalisse o non apocalisse? Chissà.

Intanto penso a prepararmi per la Conga di fine mondo sperando di poter dire ancora, alla Rossella O’Hara, “Dopotutto, domani è un altro giorno”.