Malika Ayane, "Napoli meravigliosamente caotica come Marrakech"

Malika Ayane, “Napoli meravigliosamente caotica come Marrakech”

Nella sue recente intervista Malika Ayane parla del suo rapporto con Napoli e della somiglianza dei napoletani con i popoli africani, da lei tanto amati.

Nella recente intervista al Corriere del Mezzogiorno, Malika Ayane parla di Napoli.

Per l’artista la città partenopea è l’occasione di un dolcissimo ricordo. Malika Ayane afferma, infatti: “A Napoli mi sento a casa, il mio papà è del Marocco e Marrakech è simile alla vostra città. Sono luoghi unici che pulsano, appassionati, meravigliosamente caotici. Hanno un loro ordine in quest’apparente caos che agli occhi di un viaggiatore distratto non viene colto“.

Malika Ayane e Napoli

Proprio a Napoli, lo scorso luglio, durante la trasmissione di Gianni Riotta, Parallelo Italia,  alcuni contestatori lanciarono oggetti e bottigliette sul palco di piazza Municipio, sfiorandola. In quell’occasione Malika Ayane  smise di cantare e abbandonò il palco. Questa volta, al teatro Augusteo, la cantautrice è stata accolta con un sold out e l’affetto sincero di moltissimi

Nonostante Malika Ayane sia stata più volte a Napoli, nel 2011 per un concerto al Bellini e nel 2013 sempre all’Augusteo, non riesce a fermarsi per più di un giorno e visitare la città con calma. Eppure è ogni volta rimasta favorevolmente colpita dalla napoletanità. La cantante riconosce infatti ai napoletani “Quella capacità innata di prenderti per mano per farti vedere con fierezza un tassello del proprio mondo dicendo ‘vedi quant’è bello’; nelle loro parole c’è l’orgoglio dell’appartenenza, l’amore per i propri luoghi e in questo sono uguali ai popoli della mia Africa”.

Il legame con il continente africano è molto sentito dalla giovane cantante, la quale è anche molto impegnata come ambasciatrice di Oxfam Italia, attualmente coinvolta nella petizione “Adesso Basta! I migranti non sono invasori”,  per chiedere ai paesi dell’Unione Europea un piano efficace per rispondere ai bisogni di chi è in fuga da conflitti, fame e persecuzione.