Luigi de Magistris: “Ora bisogna scegliere tra il sindaco con le mani pulite e la solita partitocrazia in cui si annidano corruzione e malaffare”

Domenica si torna al voto: ballottaggio Luigi de Magistris – Lettieri. Il sindaco uscente: “Creeremo un movimento nazionale di liberazione del popolo”.

In un’intervista rilasciata per il quotidiano l’Avvenire, il sindaco uscente di Napoli e candidato al ballottaggio Luigi De Magistris, ha così commentato l’imminente sfida contro Lettieri: “Ora bisogna scegliere tra il sindaco con le mani pulite e la solita partitocrazia in cui si annidano corruzione e malaffare. Tra il sindaco che ha tenuto Napoli alla larga dalla colossale questione morale nazionale, e chi invece, pur classificandosi come ‘civico’, si fa accompagnare da quel centrodestra che questa terra ben conosce”.

Luigi de Magistris: “Abbiamo cambiato Napoli”

Il primo cittadino ha poi aggiunto che “in cinque anni abbiamo completamente cambiato la fotografia di Napoli“. “Abbiamo preso una città culturalmente depressa e sommersa di rifiuti – continua – e oggi è la prima per crescita del turismo, ha abbassato l’evasione, paga i fornitori in 90 giorni, ha più asili nido, ha i conti in ordine, non ha consulenti esterni. È la vera capitale del Mediterraneo. E soprattutto è protagonista di un grande laboratorio di partecipazione civica. Tutto con le nostre forze. Senza ricevere un euro e lavorando in continua emergenza 18 ore al giorno”.

“Se Dio vuole governerò fino al 2021 – dice Luigi de Magistris – e per i prossimi cinque anni non farò altro che pensare al bene dei napoletani. Ma non mi nascondo dietro un dito: all’amministrazione affiancheremo un progetto politico forte. Creeremo un movimento nazionale di liberazione del popolo. Ne parlerò lunedì. Anticipo che Napoli città autonoma sarà un modello europeo per i popoli e i territori che vogliono auto-determinarsi contro oligarchie e tecnocrazie. Vogliamo costruire l’Europa partendo dal basso. E in Italia aggregheremo chi dice ‘no’ a progetti centralisti e autoritari che il Paese ha già conosciuto”.