Ludopatie in aumento, ecco come il Comune di Napoli dichiara guerra al gioco d’azzardo

Niente più sale da gioco e bingo negli immobili del Comune e premi per i commercianti virtuosi

Niente più sale da gioco e bingo negli immobili del Comune. Premi invece per i negozianti che diranno no alle slot machine: così il Comune dichiara guerra alla ludopatia, che oggi colpisce l’1,65% degli italiani

di Redazione

Il Comune scende in campo contro il gioco d’azzardo. Come? Adottando un programma di interventi finalizzati a limitare l’uso di slot machine e affini e l’affluenza alle sale da gioco, e ad aumentare la consapevolezza rispetto ai rischi connessi al gioco, per tutelare tutti quei cittadini in condizioni di maggiore fragilità sociale, che sono più esposti al rischio di ludopatia.

Regolamenti e premi per condomini e commercianti “virtuosi”.

Un programma di interventi mirati a scongiurare il rischio di ludopatie, proibendo l’apertura di bingo e sale di gioco in luoghi pubblici o all’interno di immobili appartenenti al Comune di Napoli e premiando invece gli esercizi commerciali “virtuosi”, ovvero tutti quei bar, locali e tabaccai che decideranno di non installare all’interno dei propri locali le tanto odiate “macchinette”. Anche i condomini che inseriranno nei propri regolamenti il divieto di apertura di sale gioco saranno premiati. Stop inoltre all’apertura dei bingo 24 ore su 24: d’ora in poi anche le sale gioco dovranno rispondere ad orari e giorni di chiusura specifici, proprio come tutte le altre attività commerciali.

Un giro d’affari in crescita.

106 sale da gioco e 2.115 esercizi commerciali che ospitano congegni automatici come le slot: quello del gioco d’azzardo è un giro d’affari in espansione, che si attesta sui 9 miliardi di euro all’anno solo in Campania.

In crescita anche le ludopatie.

I dati, aggiornati alla fine del 2013, parlano di 790mila giocatori problematici. L’1,65% della popolazione italiana rischia oggi di diventare dipendente dal gioco d’azzardo, contro l’1,27% di 5 anni fa. Disoccupato, straniero, con basso livello di scolarizzazione e con problemi relazionali. E’ questo l’identikit del giocatore tipo. Ma risultano affetti da ludopatia anche il 25% delle casalinghe e il 17% dei pensionati. Ad allarmare però, secondo il Codacons, è l’aumento dei giovani che sviluppano dipendenza dal gioco: il 17% dei giocatori d’azzardo sono studenti. Complessivamente in Italia il 54% della popolazione, oltre 32 milioni di persone giocano d’azzardo, pur senza essere affetti da una vera e propria ludopatia. Pesanti anche i dati relativi alle somme giocate: l’85% dei giocatori subisce una perdita media pari a 40 euro al giorno, il 15% che vince guadagna invece in media 120 euro.

22 febbraio 2014