Lo spreco di Itaca. Una petizione per spostare la fontana da via Scarlatti

Itaca, la fontana della discordia del Vomero

di Redazione

Vomero – Itaca, la fontana di via Scarlatti al Vomero, potrebbe presto ricevere un’ordinanza di sfratto per volere dei cittadini. Installata nel 1999, opera in ferro dell’artista Ernesto Tatafiore, la fontana che rappresenta l’eruzione acquatica di un vulcano è stata spesso oggetto di polemica tra i cittadini del quartiere collinare che, oltre a denunciarne lo stato di abbandono e degrado, hanno sollevato presso la municipalità competente la problematica relativa allo spreco d’acqua finora condotto.

Nel progetto, in sostanza, l’artista – probabilmente troppo coinvolto dalla sua opera – non avrebbe previsto un utile strumento per ogni fontana artistica cittadina che si rispetti, un pompa per il ricircolo dell’acqua. La fontana risulta direttamente collegata all’acquedotto comunale che ha garantito finora un’erogazione continua di acqua sempre fredda alla vasca quadrata.
Acqua potabile  – presumibilmente pagata dai contribuenti – finita sprecata nelle fogne cittadine che, in 14 anni di permanenza dell’opera, hanno raccolto circa 50 milioni di litri di liquido, creando un’ondata di scalpore ed indignazione nell’intera città di Napoli che ha convinto le istituzioni a sospendere l’erogazione dell’acqua all’interno della fontana vomerese.

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, si è fatto portavoce del malcontento dei suoi concittadini e, attraverso una petizione online da sottoporre al sindaco De Magistris, ha richiesto l’indizione di un’assemblea pubblica al fine di valutare un possibile spostamento della fontana in altra zona della città di Napoli. Capodanno ha sostenuto fermamente la necessità di discutere non “la valenza artistica del manufatto” quanto “l’opportunità o meno di mantenere questa fontana al centro dell’isola pedonale di via Scarlatti con tutto quello che ne consegue”.

In effetti, nella lunga storia di Itaca, una diversa collocazione dell’opera sul territorio urbano era stata già proposta alle istituzioni locali dal momento che la vasca quadrata – dai più soprannominata vasca dei capitoni, in seguito all’incursione notturna di cittadini scontenti dell’opera che vi avevano fatto ritrovare, appunto, dei capitoni – non era stata apprezzata da quanti la ritenevano poco idonea al contesto in cui era stata posta. “Peraltro – ha, infatti, aggiunto Capodanno – più volte è stato rilevato che l’attuale collocazione della fontana mal si concilia con valori estetici ed architettonici dell’intera area dove è attualmente allocata. Atri dovranno stabilire quale potrebbe essere la collocazione ottimale”. Per ora, Itaca resta al suo posto in attesa che qualcuno stabilisca se sia il caso di trovare una nuova “casa” alla fontana della discordia.

5 novembre 2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *