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Lino Blandizzi canta con le donne della Casa Circondariale di Pozzuoli

In occasione del Festival Internazionale della Musica, si è tenuto il 21 giugno un interessante e intenso concerto che ha visto come protagonisti il cantautore napoletano Lino Blandizzi e otto detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli che si sono esibite in brani editi e inediti del cantautore e della tradizione moderna e classica della canzone napoletana.

L’intensità delle interpretazioni e della partecipazione del pubblico è stato sicuramente un segno del successo di un progetto non facile di Lino Blandizzi che ha visto nel concerto un anticipo di quello che ancora più pienamente verrà attuato in seguito.

Il titolo del progetto in fieri a cura di Lino Blandizzi è “VocisospesediDonne” e rappresenta, nelle parole del sensibile e acccurato cantautore, <<un entrare in punta di piedi>>  e con delicatezza nelle storie personali delle detenute che vorranno raccontarsi e che, attraverso e grazie alla musica, potranno rielaborare le proprie esperienze, le cadute, gli alti e i bassi che le hanno condotte a essere “ospiti”, come dice Cinzia, una delle educatrici, recluse in quel “carcere sul mare”.

Rielaborare per guardare oltre, <<portare pazienza>> e augurare a ciascuna <<‘a presto libertà>>, come la chiama Marcella, una delle cantanti.

Lino Blandizzi ha saputo far battere cuori ed esperienze diverse al suono della sua musica, della sua voce insieme a quella di alcune detenute. Perché, come intona una canzone, “siamo tutti uguali” e tutti amiamo la libertà. Ci sono storie che non vanno giudicate, ci sono storie che vanno comprese per riportare tutti dallo stesso lato della barricata, la vita.

La musica della chitarra, le voci unite o singole del cantautore e delle donne, il coro unito del pubblico dei visitatori e delle recluse che hanno assistito attivamente e con coinvolgimento al concerto, ha reso possibile quella che Lino Blandizzi chiama <<sana evasione>> che ha mostrato alle donne stesse di poter essere migliori e di avere delle doti.

Alla presenza di Maurizio Cozzolino, responsabile delle attività del carcere, l’educatrice Cinzia , Maria Gaita da sempre impegnata accanto alle donne anche grazie all’associaziane Febe, le agenti, le ispettrici che hanno contribuito all’organizzazione e alla gestione dell’evento, è stato possibile dare un nuovo e interessante inizio al progetto laboratoriale già avviato da Blandizzi all’interno del carcere.

E’ stato possibile che le detenute dessero forma e sfogo anche alla rabbia, alla paura, all’insicurezza, alle emozioni di donne che riconoscono gli sbagli ma non si arrendono e desiderano ricostruire il proprio futuro partendo dal presente.

Voci forte, melodiose, emozionate, mani battute per accompagnare il ritmo, emozioni e sorrisi hanno fatto sì che i tanti cuori presenti in sala battessero come un cuore solo.

Non c’era più una divisione tra il dentro e il fuori, tutti i presenti, nel rispetto dei ruoli, era parte di una visione della vita in cui “Nessuno è più diverso” come recita il brano che il cantautore ha inciso insieme alle detenute.

Così, Chiara, Lovett, Marcella, Andreina, Patrizia, Imma, Annamaria, Giusy hanno dato voce alle voci interne ed esterne al loro canto mostrando come la musica e il suo linguaggio siano effettivamente universali; dimostrando che è possibile raccogliersi attorno a un progetto e lavorare insieme non solo per riscattarsi, ma per ritrovare il coraggio e la forza di rialzarsi; condividendo l’amore e la passione per la vita e per l’amore stesso; mettendosi in gioco e scoprendo nell’altro qualcuno che sa parlare e che sa ascoltare.

Molto più di un’occasione di evasione, molto più di uno scambio di emozioni, molto più del bel canto e delle belle voci ciascuno dei presenti ha offerto e ricevuto.

Ciascuno ha portato con sé, nel proprio cuore, una speranza… essere migliori, una certezza… lavorare su se stessi ci migliora; una consapevolezza… tendere all’altro la mano e lavorare insieme è una via alla <<presto libertà>>.

Insieme alle detenute, nelle parole di Marcella, ringraziamo non solo le istituzioni, non solo la rassegna del Festival Internazionale della Musia che ha accolto il progetto, ma il cantautore, Lino Blandizzi, che con coraggio e umiltà, serietà e affetto ha saputo essere coinvolgente nella musica e determinato nella sua proposta di un difficile rinnovamento personale e sociale.

di Loredana De Vita

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