L’inizio della fine?

L’inizio della fine?

di Diego Scarpitti

Per Berlusconi è arrivata la sua Waterloo. Il suo governo è caduto. Nonostante un inizio di legislatura con 100 deputati di vantaggio rispetto l’opposizione. La più grande maggioranza parlamentare, nella storia repubblicana, si è sfaldata, spaccata, disintegrata. E’ implosa. Prima Fini, poi i franchi tiratori. I “traditori” hanno fatto il resto. La fronda interna, allargatasi a dismisura, è divenuta incolmabile e insanabile. Le riforme tanto annunciate sono naufragate. Lo spread non si placa. Cavalca indisturbato. Napolitano non ha intenzione di indire nuove elezioni: i tempi lo sconsigliano. Il Capo dello Stato si è rimesso alle Camere, per cercare di formare un nuovo esecutivo, tecnico, di transizione, o di decantazione, come amano definirlo alcuni costituzionalisti. Mario Monti sarà incaricato di risollevare le sorti del Paese, non prima di essere nominato senatore a vita. Un passaggio, questo, voluto dall’inquilino del Quirinale.

Ma è davvero la fine politica del sultanato, come l’ha definito Sartori, per Silvio Berlusconi? L’idra dalle molte teste non cederà facilmente. Risorgerà come un’araba fenice. I suoi sostenitori già invocano il suo ritorno. Spread e processi giudiziari permettendo. Intanto il Napoleone italico sembra sia stato avvistato a Sant’Elena.

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