Il leghista Finco dubita della preparazione degli infermieri del Sud

Il leghista Finco mette in dubbio gli alti voti dei laureati meridionali e li giudica “troppo generosi” per gli standard del Veneto; inoltre, contro i laureati meridionali che partecipano ai concorsi pubblici in Veneto, tuona dicendo: “Stop ai candidati del Sud!”

POSTI DI LAVORO PRIMA AI VENETI! Ieri centinaia di candidati da Sud sono arrivati a Vicenza per un posto da infermiere. Ma io dico: è giusto o no che le nostre Ulss assumano laureati in Veneto, di cui conosciamo preparazione e qualità? E’ giusto o no che con 200.000 disoccupati noi diamo priorità ai veneti nei concorsi pubblici? Non è così che fa qualunque azienda, dando precedenza a chi si è formato al suo interno?”

Questi i dubbi amletici di Nicola Finco, consigliere regionale per la Lega Nord in Veneto, che sulla sua pagina Facebook commenta un articolo della Cronaca di Vicenza di oggi 1 ottobre 2014 intitolato “La ressa dei 1462. Da Sud a Nord per un solo posto”. L’articolo in questione recita che ” Li hanno divisi come i colori dell’arcobaleno, in questo caso 12. A ogni colore un gruppo in ordine alfabetico: dall’azzurro di Abagnale Carmela al giallo di Zuolo Alessandra. Con loro ieri mattina nel gigantesco padiglione centrale della fiera di Vicenza erano in 1.462, cioè tutti i candidati che si sono presentati al concorso dell’Ulss 6 per numero 1 (uno) posti da operatore sanitario di categoria D. Insomma un posto da infermiere”.

Mentre il politico etnofederalista (e non laureato) dubita sulla veridicità degli alti voti di laurea dei meridionali, e se questi e le università meridionali reggessero la prova degli alti standard della sanità veneta, proporrebbe di discutere di una regionalizzazione dei concorsi e la compilazione di liste “alla Oscar Schindler” che stanino quelle “vere e proprie organizzazioni collaudate” per la migrazione dei concorrenti meridionali. Il leghista tuona peggio di un nazista di Cracovia nei ghetti del  ’42 che ai varchi cittadini si diletterebbe a scremare le candidature ai concorsi delle “dubbie lauree meridionali”.

“Vorrei poi capire se i candidati del sud, destinatari da sempre di voti di laurea più generosi dei nostri, riescono a garantire ai pazienti degli ospedali vicentini e padovani una qualità di servizio di assoluta eccellenza, frutto di anni di studio in Atenei come quelli veneti”.

Povera Italia?