Legge stabilità: stimolare la crescita e garantire certezze a imprenditori e lavoratori

Premier Letta: interventi per 10-12 miliardi

di Redazione

L’obiettivo della legge di stabilità presentata oggi al Capo dello Stato Napolitano, è quello di incitare la crescita e garantire certezze ad imprenditori e lavoratori per circa 3 anni e vedrà interventi per 10-12 miliardi.
La legge consisterà soprattutto nel taglio del cuneo fiscale, tagli alla sanità per oltre 2 miliardi e mezzo in tre anni, detrazioni fino a 15.000 euro per le aziende che assumono a tempo indeterminato, meno tasse sul lavoro e allentamento del patto di stabilità per stimolare gli investimenti dei comuni virtuosi. “Stiamo lavorando per evitare ulteriori sacrifici alla gente”, ha assicurato anche Graziano Delrio, cercando di venire incontro anche alle necessità manifestate dal Pd di Guglielmo Epifani.

Con la suddetta manovra ci sarà un’altra novità. Al posto dell’Imu e Tares, proprietari ed affittuari dovranno pagare una nuova tassa sulle case e sui rifiuti denominata Trise. Questa tassa sarà suddivisa in due componenti: la prima è la Tari che sarà pagata da chi occupa locali o aree che producono rifiuti urbani e la seconda è laTasi che sarà a carico di chi occupa fabbricati.
Sarà ritoccato anche il capitolo riguardante la razionalizzazione della spesa della pubblica amministrazione, ci saranno infatti tagli del 10% degli straordinari e ci sarà per tutto il 2014 un nuovo blocco di contratti.

Sono stati invece concessi 600 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga, una cifra inferiore al miliardo richiesto da Regioni e parti sociali. Il governo intanto, sta ancora continuando a lavorare instancabilmente per stabilire le giuste cifre e misure infatti i contenuti delle bozze diffuse in giornata alla stampa sono state smentite dal ministero dell’Economia.
L’argomento più ostico sembra essere quello relativo ai tagli alla sanità, sul quale anche il presidente della repubblica avrebbe espresso delle perplessità. Anche il ministro Lorenzin si è pronunciata in merito sostenendo che il sistema sanitario nazionale non può sopportare altri tagli.

15 ottobre 2013

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