Le Piramidi del Sole, una svolta possibile

Oggi voglio raccontarvi di William Kamkwamba, un ragazzo africano come tanti, che viveva in un villaggio senza energia elettrica. Un giorno pensò, leggendo alcuni libri, di risolvere il problema a modo suo, e si mise a costruire una pala eolica che aveva visto in un manuale: per la struttura usò la vecchia bici rotta di suo padre; come albero un ammortizzatore arrugginito; come motore una ventola per trattori; e per costruire le pale fuse i tubi in PVC presi da un vecchio bagno pubblico. Cercò cuscinetti a sfera nella discarica della sua città e li trovò in una vecchia macchina per tritare le arachidi. Poi usò come trapano un chiodo conficcato in una pannocchia di mais e raggi di una bicicletta come cacciavite, trasformò questi rottami in un mulino a vento, fissato molto precariamente alla cima di una scala in legno di eucalipto. Terminato l’assemblaggio, il vento cominciò a soffiare, le pale si mossero e l’allora quattordicenne ragazzino del Malawi vide accendersi la lampadina che aveva in mano.

Un bambino come tanti che vuole cambiare il destino di un continente.

La storia di William è la storia, vera, di tanti bambini africani. Lui era stato costretto ad abbandonare gli studi, la famiglia non aveva abbastanza soldi. Dopo un po’ installò sul tetto anche un pannello solare. Ebbe lampadine in ogni stanza e la pompa dell’acqua poteva funzionare elettricamente. Oggi in ogni casa di Wimbe, il suo villaggio, c’è un pannello solare e una batteria per immagazzinare energia. Da allora William è una leggenda in Africa. Ora studia all’African Leaderschip Academy a Joannesburg, vuole formare un azienda per la produzione di turbine eoliche in Africa. Sa che il suo continente ha bisogno di tecnologia, ma che non può averla senza elettricità a basso costo. Lui vuole dargliela.

Ho scritto di questa storia, vera, perché quando penso a tutto questo mi vergogno un po’. Già. Perché noi in occidente non abbiamo i problemi che aveva e che hanno i tanti William del terzo mondo, eppure non facciamo nulla per risolvere i problemi della terra e del futuro delle prossime generazioni. Anzi spendiamo centinaia di milioni di euro in opere inutili e costosissime, che non ci aiuteranno a risolvere i nostri problemi energetici e economico-sociali. Anzi ce ne ‘’regaleranno’’ molti nuovi.

Il tesoro nascosto nel sole e la legge campana in favore dell’energia solare.

Ad esempio, nessuno ci dice che tutto il carbone, il petrolio, il gas naturale della terra sprigionano la stessa quantità di energia che la terra riceve dal sole in 50 giorni. L’energia solare che ogni giorno investe il nostro pianeta e teoricamente pari all’intero fabbisogno di energia in tutto il mondo per un intero anno. Anche tenendo conto di tutte le difficoltà tecniche per raccogliere e utilizzare energia del sole con la tecnologia odierna, basterebbero 7 giorni soleggiati per rispondere alle attuali esigenze del pianeta. Senza parlare del vento, della geotermia, e dell’utilizzo delle maree e delle onde marine. In Campania esiste una “rete campana per la civiltà del sole e per la biodiversità “che nel febbraio 2013 (1 anno fa), dopo sforzi immani e molti convegni scientifici è riuscita a far approvare dalla regione Campania la legge di iniziativa popolare (con 20.000 firme raccolte) in favore dell’energia solare e di una diversa alternativa energetica e di sviluppo rispetto alle fonti “tradizionali”  (idrocarburi, gas, nucleare). Una legge totalmente disattesa, dal giorno dopo, dalla stessa Regione Campania, la cui maggioranza si è ben guardata dall’applicarla, temendo probabilmente di scontentare le ben note lobby dell’energia tradizionale. Almeno fino ad oggi.

Un parco solare sulle ecoballe di Giugliano.

Ma io credo che non bisogna demordere, dobbiamo lottare per un futuro migliore, fatto di energia praticamente gratuita e inesauribile, oltre che pulita. Per cui, dato che in Campania abbiamo un enorme problema ambientale, costituito a Giugliano dalle tristemente famose ecoballe (più balle che “eco”..) si è pensato: perché non trasformare un enorme problema ambientale in una opportunità per la sua soluzione? E così gli ingegneri Agapito Di Tommaso e Giuseppe Buono (entrambi membri dell’osservatorio tecnico-giuridico della RCCSB) hanno mostrato, in sintesi, le caratteristiche di una proposta che prevede la copertura con pannelli fotovoltaici di almeno 800.000 del 1.000.000 di mq disponibili dell’area occupata dalle ecoballe di Taverna del Re, per un totale di 120.000 KW installabili e 200.000.000 di KWh producibili annualmente. Questo enorme risultato è reso ancora più significativo dal fatto che consentirebbe di risparmiare, ogni anno, 35.000 tonnellate di petrolio equivalente (TEP) ed eliminerebbe l’immissione nell’atmosfera di 100.000 tonnellate annue di micidiale anidride carbonica, con effetti estremamente positivi sul piano ambientale. Lo stesso piano economico mostra la vantaggiosità di questa alternativa ad un inceneritore che nessuno vuole, duramente contestato dalla popolazione, che costerebbe ben 200 milioni di euro in più rispetto al parco solare ipotizzato, che finanzierebbe, con la vendita dell’energia elettrica prodotta, lo smaltimento ecologico delle ecoballe mediante il riciclaggio di tutto ciò che è recuperabile. E trasformando quello che oggi è un deserto , in un vero memoriale, anche architettonicamente apprezzabile, che fissi in maniera definitiva in questa regione la memoria di un disastro da non dimenticare mai e sopratutto da non ripetere.

Una alternativa reale per cui lottare.

Pensateci. Piramidi che producono energia pulita in contraddizione a uno dei più grandi disastri ambientali prodotti da sempre. Un vero riscatto, simbolico e di merito. Credo e spero che al di là di sfumature di opinioni risolvibili, questo progetto possa essere adottato da tutti i movimenti di cittadini che meritoriamente a oggi si sono battuti e si battono per una soluzione ecocompatibile per il disastro di Giugliano cosi che tutti possano rapidamente controfirmare questo progetto. Così da poterlo presentare al ministero dell’Ambiente come vera alternativa adottata dalla cittadinanza campana da contrapporre alla “soluzione” termovalorizzatore della Regione Campania. E poi ci dicessero che non” va bene” e sopratutto ci dimostrassero con i numeri i perché. Un secolo fa intervenendo in una conversazione tra Henry Ford e Harvey Firestone, Thomas Edison disse: “Scommetterei sul sole e l’energia solare. Che fonte di potenza! Spero che per sfruttare il sole non aspetteremo che petrolio e carbone finiscano…’’. Ecco, appunto. Che ne pensa Presidente Caldoro?