Le interviste di RoadTv Italia – L’eccellenza artistica di Giacomo Casaula

Scrittore, poeta, attore, cantante, tra i maggiori esponenti della cultura partenopea.

di Fabio Iuorio.

Le grandi enciclopedie definiscono Artista la persona che nelle arti professate ha raggiunto l’eccellenza”. Nel panorama partenopeo e non solo è il caso di Giacomo Casaula.

Nipote della grande Annamaria Ackerman, dimostra fin da ragazzino la sua vena artistica e attualmente è tra i maggiori esponenti della cultura partenopea: scrittore, poeta, attore, cantante… tante doti espresse che non finiscono mai di stupirci.

È stato tra i vincitori del concorso letterario Premio Badia di Cava de’ Tirreni nel 2011 con una recensione sul libro di Francesco Carofiglio L’estate del cane nero e con una prova creativa in poesia, Il potere dei sogni, ispirata al romanzo stesso e ha successivamente scritto il romanzo Scie ad andamento lento, un viaggio interiore alla scoperta di se stessi: il protagonista, Stefano De Sanctis, è un giovane scrittore e attraverso vecchi e nuovi incontri prende consapevolezza di sé fino a trovare la sua vera passione, il suo vero io, la scrittura. Ha approfondito anche le sue conoscenze in ambito teatrale iscrivendosi all’Accademia teatrale Piccolo Teatro al Borgo diretta da Mimmo Venditti, sotto la cui regia recita prima in ruoli da caratterista e successivamente da comprimario sotto le vesti del pastore anziano Armenzio ne La cantata dei pastori.

Ispirato dai suoi miti Giorgio Gaber e Rino Gaetano, eccolo protagonista in un’esibizione come …e Berta filava, spettacolo contro la violenza di genere incentrato sulla donna e sul suo ruolo in società. A maggio 2019 si esibisce in uno spettacolo diretto, scritto e interpretato da lui, “Nichilismi & Fashion Week”: rappresentazione innovativa di musica/teatro.

In questi giorni sono riuscito a parlare con lui e riporto ciò che ci siamo detti:

Scrittore, cantante , attore … Sei un vero artista, eclettico. Ma tra tutte queste nobili arti quale ti affascina di più e perché?

Non c’è un’arte che mi affascina più di un’altra, tutte si completano a vicenda. Io ho cominciato con il Teatro poi la scrittura e l’elaborazione della forma canzone sono venute dopo. Ora si arricchiscono reciprocamente e mi rendono più poliedrico e completo.

Il tuo romanzo scie ad andamento lento si concentra sulla fusione tra il mar adriatico e il tirreno proprio come le 2 città protagoniste,Napoli e Cattolica… ci spieghi come nasce l’idea del tuo libro?

L’idea del libro nasce nel settembre del 2011 dopo la vacanza di maturità, trascorsa appunto a Cattolica con due amici. Pensavo che alcune emozioni e suggestioni dovessero in qualche modo fermarsi. Da questa considerazione iniziale, è venuta fuori l’idea del romanzo, l’unione tra Napoli, la mia città, e Cattolica, città adottiva. Il protagonista Stefano De Sanctis oscilla tra questi due mari alla ricerca di nuova linfa da immettere sulla pagina, in quanto scrittore.

Tra i tuoi miti musicali ci sono Giorgio Gaber e Rino Gaetano, entrambi grandi autori e accomunati dalla satira come strumento contro il conformismo sociale, cos’è per te la satira? Può essere un’arma per combattere tanti stereotipi che ancora fanno parte della nostra società?

La satira fin dall’antichità è una forma splendida per dileggiare qualsiasi potere o ordine costituito, può essere sicuramente un’arma per combattere una società purtroppo stereotipata come la nostra. Deve essere però utilizzata con intelligenza, cosa che non sempre avviene.

Sei nipote della grande Annamaria Ackermann, quanto ha influito sulle tue passioni artistiche tua nonna? E’ difficile avere un’eredità artistica così importante per te?

Credo abbia influito in maniera inconscia, indiretta. Andare fin da bambino nel retro dei camerini, vedere le luci, le tavole, le scene e le altre mille forme che compongono la magia del Teatro ha avuto un peso importante. Tuttavia mia nonna non mi ha mai fatto lezioni o instradato, mi ha solo dato molti consigli per migliorare e crescere (è molto esigente!). Non è assolutamente un peso proseguire la sua strada, anzi un gran privilegio e un grande orgoglio.

Ci parli del tuo ultimo cd Nichilismi&Fashion Week?

Nichilismi & Fashion-week è innanzitutto uno spettacolo di Teatro-canzone da cui l’omonimo disco, etichetta Trees Music Studio. Insieme a Davide Trezza, autore delle musiche di tutte le canzoni, ci siamo interrogati su alcuni temi che convergevano tutti nel macrotema delle mode che attraversano quotidianamente il comportamento umano sia nella sfera privata che in quella pubblica, da qui anche la scelta del titolo, tratto dal primo singolo estratto Indie e De Gregori.

Come vive un artista come te questo periodo di clausura forzata di quarantena?

Come su una grande altalena, inizialmente cercando di capire quello che succedeva, poi in un secondo momento provando a esternare tutto e rigettandolo sul Teatro, la canzone, la scrittura.

Parlare con una persona dal grande spessore culturale come questo giovane artista è davvero piacevole. Attendiamo tutti con ansia la fine di questa pandemia per poter finalmente assistere ad un suo nuovo spettacolo che di sicuro ci stupirà per la sua unicità.

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