Borsellino

Le frasi celebri del magistrato Paolo Borsellino, assassinato il 19 luglio 1992

Due mesi dopo la strage di Capaci, dove fu ucciso da Cosa Nostra l’amico e giudice Giovanni Falcone, la mafia siciliana assassinava anche il magistrato Paolo Borsellino, in quella che viene ricordata come la strage di via d’Amelio, dove persero la vira anche cinque agenti della scorta. Era il 19 luglio 1992, e noi oggi a 25 anni dalla sua morte, abbiamo raccolto alcune delle sue frasi più famose.

E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”

Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”

“A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato”

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”

Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”

Se altri organismi dello stato avessero assecondato l’intelligente opera investigativa di Boris Giuliano l’organizzazione criminale mafiosa non si sarebbe sviluppata sino a questo punto, e molti omicidi, compreso quello dello stesso Giuliano non sarebbero stati commessi”

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