10 trattorie più buone di Napoli

Le 10 trattorie più buone di Napoli

‘Nennella’, ‘Cibi cotti Nonna Anna’, ‘Le Zendraglie’ e tante altre. Ecco quali sono le 10 trattorie più buone di Napoli secondo il sito agrodolce.it

“Dove andiamo a mangiare?”. Quanti si trovano a porre e porsi questa domanda chissà quante volte al giorno. Uscendo in coppia o con gli amici. Magari per lavoro. Napoli, si sa, non è solo la pizza, ma anche altri ottimi posti in cui consumare ottimi pasti e prodotti di una cucina ricca di tradizione, ma sempre attenta alle innovazioni. Ecco allora che il sito agrodolce.it ha stilato una classifica delle 10 trattorie più buone di Napoli. Una vera e propria mappa da seguire alla ricerca del piatto migliore.

 

Ecco le 10 trattorie più buone di Napoli

10 – Da Vittorio (via Diocleziano, 67): a Fuorigrotta la cucina di Vittorio è molto nota e non solo agli abitanti del quartiere. Lo spazio non è molto ampio, infatti ci sono pochi coperti a disposizione, ma per una cucina povera ma buona si può anche attendere e ne sarete ripagati. Il menu viene esposto tutti i giorni sulla lavagna: piatti semplici che rispecchiano in pieno la tradizionale cucina partenopea. Da segnalare i piatti a base di baccalà e di pesce, come il polpo e il pesce bandiera alla pizzaiola, e inoltre la pasta e fagioli, le polpette con le patatine tagliate a mano e fritte.

9 – Le Zendraglie (via Pignasecca, 14): il regno della trippa a Napoli è qui. La famiglia Fiorenzano è nota proprio per la loro tripperia storica nel cuore della Pignasecca. La trippa esposta nel banchetto che si trova all’entrata diventa, all’interno del ristorantino, un piatto che rivela gli antichi sapori della città. Perché questo nome? Durante la dominazione francese nel Regno di Napoli il popolo (soprattutto le donne) si radunava al Maschio Angioino in attesa che i ricchi dessero loro quel che rimaneva, le interiora degli animali, les entrailles, alla fine dei loro lauti banchetti. Da non perdere quindi la trippa cacio e uova, e l’immancabile ’O pere e ‘o musso, ossia il piedino e il muso di maiale. La trattoria propone anche cucina tipica napoletana.

8 – Trattoria ‘A Cucin ‘E Mammà (via Foria, 101): sembra quasi essere un gioco, ma sarà una casualità se buona parte dei gestori o i fondatori delle trattorie di Napoli si chiami Giuseppe? Anche in questo caso è un Peppe a essere il titolare di questa trattoria al centro di Napoli. Tutto a conduzione familiare, il menu prevede piatti fissi ogni giorno, ma si possono stravolgere gli schemi se gli ingredienti giusti sono disponibili. I piatti più richiesti sono quelli a base di pesce sempre fresco. Il nome del locale si riferisce proprio alla maniera in cui cucinano le nostre mamme e in questa trattoria ci si sente a casa. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo, ma vista la notevole affluenza sia a pranzo che a cena, meglio sempre prenotare.

7 – Osteria della Mattonella (via Giovanni Nicotera, 13): il nome di questa osteria è ricavato dalle mattonelle particolari che rivestono le pareti. Antonietta e Massimo Marangio, madre e figlio, si occupano di questo locale nato negli anni Cinquanta, quando la nonna di Massimo, donna Rosa, lo prese in gestione insieme al figlio Peppino. Gli antipasti si basano sui fritti della tradizione, dai crocchè agli involtini di melanzane. Fiore all’occhiello della Mattonella è la genovese, ma anche i piatti come le minestre, lasciate ben riposare in modo da risultare cremose al punto giusto. Secondi e contorni da manuale. Massimo ha una grande passione per i vini e ne dà dimostrazione mettendo in mostra alcune etichette di spessore.

6 – Antica Trattoria e Pizzeria Da Donato (via San Cosmo, 26/28): se volete entrare nel regno della parmigiana, qui siete nel posto giusto. Il perché è semplice: tra gli antipasti, questo piatto è proposto in tantissime versioni, da quella classica di melanzane a quella di zucchine o ancora di patate, di carciofi e anche di finocchi. Dal 2006 è Marilena Amoroso, nipote del capostipite Donato, a occuparsi della trattoria. Il locale possiede anche un forno a legna che non viene utilizzato solo per le pizze, ma è adoperato anche per la cottura di alcuni piatti come, appunto, le parmigiane. Alcune preparazioni sono servite all’interno di un cestino realizzato con la pasta della pizza.

5 – Dalle Sorelle (via Benedetto Cairoli, 1): anche questo è un locale storico fondato da Salvatore Spoleto nel 1910, gestito sempre da sole donne. Oggi le eredi Maria e Rosanna si occupano del ristorante, mantenendo l’impostazione di base: una cucina tipica e tradizionale. I piatti forti vanno dagli antipasti come i fiori di zucca ripieni di ricotta, ai primi come la pasta e fagioli, ma soprattutto la zuppa di soffritto. Tra i secondi vi consigliamo il baccalà fritto e il coroniello in casseruola.

4 – Osteria La Chitarra (rampe San Giovanni Maggiore, 1/b): Giuseppe Maiorano nel 1996 rileva questo locale insieme al fratello Luigi. Pur provenendo entrambi da un mondo completamente diverso, mettono insieme la loro passione per la cucina, sostenuti in particolar modo da amici e parenti. Oggi Giuseppe continua la sua attività insieme alla moglie Anna. Egli stesso definisce la sua cucina ordinaria e popolare, costituita da antipasti misti come frittata di cipolle e polpette di pane fritto. Tra i primi: paccheri allardiati, zuppa di fagioli alla maruzzara. I secondi si dividono tra carne e pesce: alici in tortiera, baccalà con i ceci, polpette alla napoletana. I dolci sono fatti in casa dalla stessa Anna. L’osteria vanta anche una buona selezione di vini.

3 – Osteria Donna Teresa dal 1913 (via Michele Kerbaker, 58): nata poco più di un secolo fa al Vomero, l’osteria oggi è gestita dalla famiglia Sorvino, erede della donna Teresa che ha dato vita a questa attività, curandola in perfetto clima familiare e basandosi su una cucina old style. Non cercate un menu cartaceo perché non c’è: tutto è dettato a voce come fosse una filastrocca. Don Luigi si occupa della spesa e alcuni prodotti provengono dal suo orto; in sala c’è la figlia Teresa e della cucina si occupa la moglie Anna. I classici non mancano mai: un must è il ragù, poi salsicce e friarielli, polpette al sugo e polpette fritte, cotolette e vari contorni.

2 – Trattoria da Nennella (vico Lungo Teatro Nuovo, 105): è la più mondana tra le trattorie napoletane. Sempre affollatissima, rinomata anche tra i vip che, passando da Napoli, spesso si fermano per il pranzo o la cena. La caratteristica sostanziale è il personale che, sempre nel dovuto rispetto, tratta in maniera simpatica e confidenziale la propria clientela. Si trova in una zona popolare della città: siamo sui Quartieri Spagnoli e per nostra fortuna la trattoria ha contribuito a mettere in buona luce un luogo dominato da pregiudizi. Anche qui il menu varia in base alla spesa giornaliera, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Da segnalare i primi, come la pasta e patate con la provola.

1 – Cibi cotti Nonna Anna (via Ferdinando Galiani, 24): all’interno del mercatino della Torretta, in zona Piedigrotta, l’ultraottantenne nonna Anna cucina per i suoi clienti piatti con ingredienti che acquista giorno dopo giorno nello stesso mercato antistante, quindi la stagionalità è garantita. Cucina semplice, senza fronzoli, costituita da piatti base come pasta e patate o pasta con legumi vari, primi e secondi a base di pesce sempre fresco e c’è l’imbarazzo della scelta anche per i contorni. La clientela è mista, dai professionisti che a pranzo non sanno rinunciare a un buon primo fatto in casa, agli irriducibili aficionados.

 

Sicuramente qualcuno sarà d’accordo, qualcun altro no. Alcune delle trattorie saranno conosciute, altre meno o affatto. Ognuno sarà convinto di avere ragione. L’unico modo per provarlo, però, è sfogliare la lista e prendere posizione attorno al tavolo. Buon appetito.