Lazio Juventus 0-2, doppietta di Vidal verso il tricolore

Non c’è storia stasera all’Olimpico nel posticipo della 32° giornata di campionato, che vede la Juventus cucirsi un pezzettone di scudetto incollandolo con il “super attack” alla maglietta: difficilissimo se non impossibile staccarglielo di dosso a +11 sul Napoli. La Lazio di stasera era sì imbottita di primavera in panchina, ma fin troppo scarica in campo di fronte a una squadra che sembra non accusare la batosta di Champions.

Solo i primi minuti di distrazione poi la Juve passa subito in vantaggio all’8′ su rigore dopo un fallo nettissimo di Cana da tergo su Vucinic, Vidal implacabile trasforma. Un corner potrebbe rimettere tutto apposto per i laziali, ma Cana abbandonato in area cicca il cross a poca distanza dalla rete, e come può accadere con la capolista l’errore è sadicamente punito ancora da Vidal, bravissimo ad accompagnare l’azione e approfittare di un assist di Vucinic per Marchisio deviato che lo mette a tu per tu con Marchetti. 2-0 e partita chiusa, con Olimpico mugugnante. Anche se Petkovic stasera si è dovuto inventare la linea difensiva. Una Juve formato Bayern, perno offensivo e centrocampisti fendenti nel burro della difesa laziale: quando attacca fa male, ma non molla un centimetro dietro a  mo’ di fortino, Candreva ci prova prima del break da 35 metri ma Buffon è abile a deviare in angolo.

Nella seconda frazione Petkovic inserisce Kozac e lo affianca a Klose per uno spento Hernanes ed Ederson per Mauri, ottenendo qualche piccolo sussulto come il colpo di testa da calcio da fermo di Ciani deviato egregiamente dal portierone bianconero. Ma è un fulmine in un mare di autorità bianconero che potrebbe essere più vistosa se solo Marchisio non fallisse un tap-in volante ravvicinato dopo una punizione di Pirlo respinta da Marchetti. La Lazio è senza forza anche solo per provare a farne a meno uno, tant’è che Petkovic inserisce l’attaccante classe ’95 Crecco, il quale nulla può di fronte alla sentenza definitiva pronunciata stasera per i biancocelesti, ormai troppo lontani dal sogno Europeo del 3° posto.

Alla Juve e a Conte, a cui bastano solo 7 punti in 6 gare rimaste, quasi auguri…

 

Giancarlo Manzi

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