Lacrime di coccodrillo e fuga da manuale. Come gli ambulanti “rispettano” lo Stato.

Lo sfondo: via Roma, via centralissima e presidiata dalla Polizia ventiquattro ore al giorno, frequentata da moltissimi napoletani che transitano da Chiaia al centro grazie ad essa alle ore 10 del mattino. Gli attori: 2 venditori ambulanti e ben 5 poliziotti.

Lo sfondo: via Roma, via centralissima e presidiata dalla Polizia ventiquattro ore al giorno, frequentata da moltissimi napoletani che transitano da Chiaia al centro grazie ad essa alle ore 10 del mattino. Gli attori: 2 venditori ambulanti e ben 5 poliziotti. 
Intercettati dai funzionari della Polizia di Stato e alla richiesta di sgombero con annesso arresto, i 2 ambulanti fanno partire quella che è una vera e propria sceneggiata napoletana, fatta di urla, bestemmie e gesti di stizza enfatizzati fino a sembrare finti, artefatti, come se cercassero di arrivare oltre le orecchie dei 5 poliziotti.
Il risultato? Quelle urla, quei gesti finti ed accentuati permettono la fuga indisturbata di uno dei due ambulanti grazie anche al capannello di persone incuriosite dalle urla, creato dal complice.

Per non parlare del comportamento dei poliziotti, sottomessi quasi ai due venditori, come se stessero chiendendo loro un piacere. Chi viola la legge va punito, a tutti i livelli e con giustizia: la vendita, intesa dai due intercettati, non è regolare e per questo motivo è giusto ch’essi paghino come paghiamo tutti…ma perchè per loro la legge non vale come vale per tutti gli altri?