La Venere in pelliccia di Polanski ammalia Cannes

di Diego De Vellis

Cosa hanno in comune Tiziano Vecellio, pittore italiano del Cinquecento, cittadino della Repubblica di Venezia, Leopold von Sacher-Masoch, scrittore austriaco dell’Ottocento, David Ives, drammaturgo americano contemporaneo e Roman Polanski, regista polacco naturalizzato francese, premio oscar 2003?

Non è solo l’amore per l’arte ad unirli, ma un’opera dello stesso Tiziano: “Venere allo specchio” dipinto datato 1554-1555, oggi esposto presso la National Gallery of Art, a Washington.

“Venere allo specchio” infatti ha ispirato un romanzo erotico, Venere in pelliccia (1870), dell’autore Leopold von Sacher-Masoch, che a sua volta ha offerto lo spunto a David Ives per scrivere la sua pièce teatrale “Venus in Fur”, portata in scena presso la Classic Stage Company a New York nel 2010, ed ecco che manca solo l’ultimo tassello del puzzle: Roman Polanski.

Niente di più facile: il cineasta ha infatti proprio questa mattina presentato al Festival di Cannes la sua ultima opera “La Venere in pelliccia”, tratta dall’omonima pièce teatrale; ecco che così il cerchio si chiude.

La pellicola, ultimo film in concorso al Festival, ha riscosso un enorme successo, molti gli applausi per festeggiare il regista e gli unici due personaggi della “Venere in pelliccia”: Mathieu Almaric e Emmanuelle Seigner.

Fare un film con soli due personaggi è sempre stato il suo sogno, ha confessato Polanski, e se in Carnage (solo quattro personaggi) pellicola del 2011 c’era quasi riuscito, questa volta ha raggiunto l’obiettivo.

È  interessante sottolineare come una trama con radici così antiche, ispirata dal “padre” del masochismo (Masoch), possa essere così attuale, tanto da rappresentare un’ottima occasione per scandagliare i rapporti di forza che si instaurano tra i sessi.

Non resta che aspettare il 31 ottobre, data di uscita del film in Italia.

Diego De Vellis

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