La Terra dei Fuochi sbarca in discoteca. Ed è polemica sul web

Oltre 2000 partecipanti alla serata. Il web grida alla speculazione, gli organizzatori si difendono: “parte dell’incasso devoluto alla Terra dei Fuochi”

di Redazione

La battaglia per la Terra dei Fuochi sbarca in una delle discoteche più frequentate dalla movida napoletana. Locandine in tema biocidio, campagna pubblicitaria su Facebook, deejay che intonano “la mia terra non deve morire”.

Così oltre 2000 persone hanno affollato sabato scorso 9 novembre il Privat 1, celebre discoteca di Agnano ritrovo della gioventù partenopea, ballando al suono degli slogan più ascoltati in questi mesi di manifestazioni per salvare quella che un tempo era la Campania Felix.

Una trovata che ha diviso l’opinione pubblica: c’è chi considera l’idea geniale, un modo per tenere sempre viva l’attenzione sul tema e per sensibilizzare anche i giovani alla battaglia per salvare la Terra dei Fuochi, e chi invece già grida alla strumentalizzazione. Perché convogliare la gente in una discoteca sfruttando uno dei temi più caldi e spinosi dell’attualità non ha esattamente lo stesso sapore che organizzare una mobilitazione di piazza.

I membri dello staff del gruppo organizzatore della serata, Moko’s Live, si difendono affermando di aver devoluto una parte degli incassi della serata alla causa, ma il popolo del web si ribella. Tanto che su Facebook scompaiono misteriosamente tutte le tracce della serata incriminata.

11 novembre 2013

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